Emilia-Romagna, decolla il Protocollo Regione-farmacie sulla “farmacia dei servizi”

Emilia-Romagna, decolla il Protocollo Regione-farmacie sulla “farmacia dei servizi”

Roma, 15 marzo – Rafforzare ulteriormente il ruolo del farmacista e aumentare la qualità delle cure fornite, attraverso un’assistenza sempre più vicina alla comunità e incentrata sui bisogni dei cittadini. A partire dalle aree rurali e montane, che dal 2017 hanno potuto beneficiare complessivamente di 400mila euro di contributi annui. Tutto per garantire  più prestazioni dirette per il cittadino, progetti mirati per i pazienti con patologie croniche, nuove modalità di erogazione dei farmaci, anche attraverso l’identificazione di farmacie di fiducia e la consegna a domicilio ai pazienti più fragili, nuovi servizi per un’assistenza di prossimità, quindi vicina alle persone e capace di rispondere alle loro esigenze. Soprattutto nelle aree rurali e montane e nei comuni più svantaggiati in termini di offerta di servizi sanitari.

Questo l’obiettivo dichiarato dell’accordo sulla “farmacia dei servizi” sottoscritto tra le associazioni di categoria dei farmacisti convenzionati e la Regione Emilia Romagna, valido per il biennio 2019-2020 e presentato ieri Bologna.

A riferirne è una fluviale nota diramata dalla stessa Regione, che illustra in dettaglio il Protocollo d’intesa in tema di distribuzione dei farmaci, assistenza integrativa e di farmacia dei servizi per gli anni 2019 e 2020 sottoscritto dalle sigle delle farmacie di comunità e dalle autorità regionali, con il quale  la Regione Emilia Romagna, tra le prime a muoversi in questa direzione, punta e con decisione sul modello della “farmacia dei servizi”.

A presentare alla stampa il protocollo sono stati il  presidente della Giunta regionale Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi (nella foto) e la direttrice generale Cura della Persona, salute e welfare, Kyriakoula Petropulacos (da sinistra a destra nella foto)  assieme ai rappresentanti delle sigle delle farmacie che lo hanno sottoscritto: Federfarma Emilia-Romagna, Assofarm Emilia-Romagna e altre associazioni come FarmacieUnite, sezione Emilia-Romagna a Ascomfarma, Comitato di coordinamento Emilia-Romagna

L’intesa – spiega la nota della Regione – arriva al termine di un confronto che ha portato, nel 2017, a un primo accordo sulla rimodulazione dei diversi canali distributivi dei farmaci – modalità convenzionata, distribuzione per conto e presa in carico – con l’obiettivo di ridurre, attraverso un’unica regia di livello regionale, le disomogeneità presenti sul territorio. Il nuovo Protocollo va oltre, e punta a sviluppare ulteriormente il ruolo delle farmacie convenzionate, riconosciute come nodi rilevanti del Servizio sanitario regionale nell’erogazione di prestazioni e di servizi utili a migliorare il benessere dei cittadini.

Rendere disponibile per i cittadini un numero sempre maggiore di servizi e prestazioni, valorizzando la professionalità dei farmacisti nell’ambito del sistema sanitario regionale e rafforzando ulteriormente il ruolo delle farmacie, a partire dalle aree rurali e montane della nostra regione. Questo l’obiettivo a cui punta l’accordo, di cui siamo particolarmente soddisfatti anche per il lavoro di confronto e condivisione che l’ha preceduto” hanno affermato Bonaccini e Venturi. “Si tratta di progetti concreti, fortemente innovativi, che siamo tra i primi a sperimentare nel nostro Paese e che garantiranno ai cittadini, primi fra tutti i pazienti affetti da patologie croniche, un’assistenza ancora migliore, a portata di mano e sempre più personalizzata”.

Da sempre puntiamo al riconoscimento della farmacia come nodo centrale del sistema sanitario e punto di primo contatto con il cittadino. Siamo soddisfatti dell’intesa e certi che porterà ad una sanità più vicina alle persone, grazie alla rete capillare delle farmacie dove i pazienti sanno di poter trovare non solo farmaci, ma anche servizi sempre più vari” è il commento del presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Achille Gallina Toschi (primo a destra nella foto). “Questo protocollo porta, inoltre, ad una diminuzione dei costi sociali a carico dei cittadini: poter ritirare il farmaco nelle farmacie sotto casa agevola in maniera sensibile soprattutto le fasce di popolazione più fragili e siamo certi che migliorerà anche l’aderenza terapeutica”.

“L’intesa mette al centro tre punti fortemente innovativi” ha sottolineato Ernesto Toschi, coordinatore di Assofarm Emilia-Romagna. “Il paziente cronico e i suoi bisogni, da soddisfare attraverso un progetto sperimentale che garantisca aderenza alla terapia e risparmi per il sistema sanitario; l’attenzione alle farmacie rurali o con basso fatturato, coinvolgendole maggiormente nella distribuzione dei farmaci; lo sviluppo di un nuovo ruolo delle farmacie, attraverso attività e progetti che pongano al centro il cittadino e i suoi bisogni di cura”.

Il Protocollo mette nero su bianco l’impegno a introdurre modalità erogative nuove – cosiddette “a pacchetto di terapia” – per i pazienti cronici inseriti in percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali o affetti da patologia complessa: la sperimentazione prevede l’identificazione da parte del paziente (che attualmente afferisce invece ai punti distributivi delle Aziende sanitarie) di una farmacia di fiducia, presso la quale dovrà avvenire l’erogazione di tutte le terapie e le attività di formazione/informazione relative al corretto utilizzo dei farmaci prescritti. Il progetto riguarda inizialmente i pazienti affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, a partire da coloro che attualmente accedono ai punti distributivi delle Aziende sanitarie, ma punta a coinvolgere in futuro altri 20mila assistiti in diversi ambiti clinici, individuati da specifici gruppi di lavoro.

Saranno poi sperimentati nuovi modelli assistenziali: i pazienti affetti da patologie croniche in trattamento farmacologico continuativo verranno inseriti in percorsi mirati a promuovere l’aderenza alla terapia, attraverso colloqui di supporto al malato – per individuare le eventuali criticità che portano il paziente ad essere inadempiente rispetto alla cura – e di ausilio all’attività dei medici di medicina generale e degli infermieri degli ambulatori della cronicità.

Ulteriore obiettivo del progetto, il miglioramento della sicurezza delle cure, da perseguire attraverso molteplici strumenti: la stesura, da parte del farmacista, di una scheda di ricognizione farmacologica, contattando il medico curante in caso di criticità rilevate; il supporto ai pazienti per la corretta gestione dei farmaci a livello domiciliare; le segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci; la validazione di piani terapeutici dei farmaci a prescrizione specialistica; infine, la consegna a domicilio della terapia da parte della farmacia ai pazienti fragili.

L’intesa punta anche all’ulteriore rafforzamento dei servizi di prenotazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, prevedendo la possibilità di rendere disponibile il ritiro del referto in farmacia e di attivare il Fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di favorirne e ampliarne sempre più l’utilizzo a livello regionale. Inoltre, prevede la partecipazione delle Farmacie convenzionate alla distribuzione di alcuni tipi di prodotti di assistenza integrativa, attualmente svolta dalle Aziende sanitarie, in particolare presidi per stomie, con l’impegno a valutarne l’estensione sulla base dei risultati.

Altro contenuto dell’intesa che migliorerà i servizi per i cittadini, lo sviluppo dell’attività di “distribuzione per conto” dei farmaci, ovvero la consegna diretta ai pazienti dei medicinali che vengono acquistati dalle Aziende sanitarie: un’attività che viene allargata alla distribuzione di alcuni vaccini, come l’antimeningococcico, e accompagnata ad azioni di informazione/sensibilizzazione sul tema delle vaccinazioni. Si tratta di una modalità che consente ai pazienti il ritiro dei prodotti nella farmacia vicino a casa e che in Emilia-Romagna, grazie alla precedente intesa, nell’ultimo anno e mezzo ha già permesso di distribuire direttamente i farmaci a ulteriori 98mila pazienti.

Un capitolo importante è il sostegno della Regione alle farmacie rurali, che grazie a un’esplicita norma, contenuta nella legge regionale n.2 del 2016 ha già visto corrispondere, dal 2017 a oggi,  400mila euro di contributi annui,  risorse che vengono concesse alle farmacie rurali a minor fatturato, per agevolarne la permanenza a servizio di zone disagiate per scarsa densità demografica con conseguente scarsa redditività. Per lo svolgimento delle attività contemplate nel Protocollo, la Regione Emilia-Romagna riconosce un contributo economico maggiore non solo alle farmacie rurali, in virtù dell’importante ruolo di presidio sanitario che esse rivestono per le comunità locali, ma anche alle farmacie urbane a basso fatturato. Graduati in base al volume d’affari della farmacia, i contributi  previsti dalla leggere regionale  n. 2/2016 – che una prossima delibera di Giunta confermerà anche per il 2019 – sono di entità tale da costituire un reale sostegno per le strutture che ne beneficiano: nel 2018 sono stati concessi tra i 5.000 e i 12.500 euro a 46 farmacie rurali. Queste misure hanno certamente favorito la sostenibilità delle farmacie rurali dell’Emilia-Romagna: lo testimonia il fatto che dal 2015 ne è stata chiusa soltanto una, con successiva apertura, nella medesima località, di un dispensario farmaceutico a garanzia della continuità dell’assistenza.

Condivisa dai direttori generali delle Aziende sanitarie, l’intesa sottoscritta tra Regione e farmacie dovrà ora svilupparsi concretamente in progetti collegati all’interno di gruppi di lavoro regionali multidisciplinari e multiprofessionali, che avranno il compito di monitorarne la realizzazione e i benefici. La realizzazione della attività previste nel Protocollo comporterà un impatto economico complessivo, nel biennio 2019-2020, non superiore a 8,5 milioni di euro che, a regime, sarà compensato con i risparmi derivanti dagli interventi di miglioramento della qualità dei percorsi assistenziali per i pazienti affetti da patologie croniche.

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