Monitoraggio ItaliaOggi, polizze sanitarie strumento privilegiato di welfare per le casse professionali

Monitoraggio ItaliaOggi, polizze sanitarie strumento privilegiato di welfare per le casse professionali

Roma, 18 marzo – Un «catalogo» assistenziale variefato e multiforme, quello che le casse previdenziali private e privatizzate, cui sono globalmente associati circa 1,6 milioni di esponenti di differenti categorie, mette a disposizione dei suoi associati.  A occuparsene, cercando di capire come si E vada trasformando di anno in anno il “pacchetto welfare” degli enti di previdenza professionali  è un monitoraggio effettuato dal quotidiano economico ItaliaOggi, che identifica le linee d’intervento che ogni ente sceglie di tracciare, in considerazione delle peculiarità della propria platea. Dalla rilevazione emerge che le tutele sanitarie si confermano, con il passare del tempo, le voci d’investimento più cospicue, perché ritenute estremamente utili per venire incontro alle esigenze dei professionisti, laddove il servizio pubblico non riesce sempre a dare la possibilità di effettuare accertamenti, o cure, in maniera tempestiva ed efficace.

Molti gli esempi riportati da ItaliaOggi.  Inarcassa, avvalendosi della collaborazione di Rbm, ha allargato di recente le coperture assicurative con protezioni gratuite dedicate ai figli: la polizza sanitaria base è stata infatti implementata con garanzie per le malformazioni neonatali e la sindrome di Down, mentre il piano integrativo adesso prevede, a parità di premio, un “protocollo minori” con iniziative per chi ha meno di 14 anni.  La Cassa geometri ha arricchito la sua offerta con un “forte aumento delle prestazioni”, e la Cassa dei ragionieri vi ha appostato la somma più alta (circa 3,5 milioni). All’Enpav sembra invece stare particolarmente a cuore la difesa della genitorialità: l’ente dà infatti vita ogni anno a un bando per fornire un aiuto per la copertura delle spese già sostenute per asili nido, baby sitting e, solo per l’adozione ed entro 6 anni di età del bambino, alle scuole dell’infanzia. Anche l’Enpaf, come noto, ha aumentato le sue coperture, con la stipula della convenzione con Emapi,  fondo sanitario  costituito da undici enti di previdenza privati (tra i quali quelli dei medici, degli infermieri e degli avvocati)  che dal 2007  garantisce prestazioni sanitarie integrative e trattamenti assistenzial a una platea che ha ormai raggiunto gli  850.000 professionisti, ai quali sono erogate prestazioni di assistenza sanitaria integrativa, long term care  e copertura contro gli infortuni. È il caso di rammentarne i termini: la convenzione stipulata dall’Enpaf –  che è collettiva e per quanto riguarda la copertura base  non prevede alcun onere economico a carico degli iscritti –  decorre dal 16 aprile di ogni anno al 15 aprile dell’anno successivo e si compone di tre piani sanitari: la copertura base Garanzia A, che copre le spese relative a grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi e prevede altresì prestazioni extraospedaliere di alta diagnostica e di terapia (è anche prevista, in caso di  invalidità permanente superiore al 66% derivante da infortunio, la liquidazione di un indennizzo pari a 60 mila euro); la copertura integrativa Garanzia B, ad adesione volontaria, a sua volta suddivisa in B Smart (copre tutti i ricoveri e gli interventi non compresi in Garanzia A) e B Plus che, oltre ai ricoveri, copre le spese extraospedaliere, le visite specialistiche e gli accertamenti diagnostici, le cure fisioterapiche e riabilitative. L’assistenza sanitaria si può estendere volontariamente, con un costo aggiuntivo a carico degli iscritti, anche a tutti gli appartenenti al proprio nucleo familiare, compreso il partner, indipendentemente dal genere e dallo stato civile.

Tornando al monitoraggio di ItaliaOggi, è rilevante anche il capitolo del sostegno allo sviluppo lavorativo degli associati. Se, infatti, l’Enpab si fa promotore di programmi orientati ad accrescere formazione, opportunità occupazionali e «visibilità» dei biologi (le «borse di lavoro»), i farmacisti – ricorda il quotidiano – possono avvalersi della chance predisposta dall’Enpaf che ha come beneficiaria l’impresa (farmacia, o parafarmacia) e si prefigge di favorire “l’assunzione e/o la permanenza in servizio di un farmacista giovane (dai 30 anni in giù), oppure che versa in una condizione economica precaria (d’età pari, o superiore ai 50 anni, e in stato di disoccupazione da almeno sei mesi)”, mentre l’Enpacl (consulenti del lavoro) s’impegna per non far disperdere il “patrimonio” degli studi professionali degli associati (che, una volta andato in pensione il titolare, potrebbero chiudere i battenti), finanziando sia la “staffetta generazionale”, sia l’acquisizione di quote.

Ai dottori commercialisti neo-iscritti la Cassa previdenziale Cnpadc) concede la possibilità di dotarsi della polizza Rc professionale gratuitamente, alleviando così le spese che gravano sui giovani professionisti nelle fasi iniziali dell’attività. Infine, vale circa 900 mila euro l’erogazione dell’Inpgi rivolta ai pensionati a basso reddito, “mediante prelievo dal fondo di perequazione, istituito nel 2010, alimentato da un contributo di 5 euro mensili a carico dei giornalisti dipendenti” (iscritti alla Gestione principale dell’istituto di categoria).

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