Una buona notizia: le antiche farmacie (come S. Maria della Scala a Roma) fanno ancora notizia

Una buona notizia: le antiche farmacie (come S. Maria della Scala a Roma) fanno ancora notizia

Roma, 20 marzo – Il legame indissolubile che lega le farmacie alle comunità di cui sono al servizio è in qualche modo confermato dalla fascinazione che continuano ancora ad esercitare le vecchie spezierie (non molte, purtroppo) che testimoniano la straordinaria storia di un presidio di salute che ha accompagnato, giorno per giorno, la stessa storia degli uomini da otto secoli circa a questa parte.

Un’ennesima riprova di questo grande interesse è arrivata, due giorni, dall’ampio articolo che il quotidiano online duerighe.com ha dedicato a quella che viene presentata come la più antica farmacia d’Europa, ovvero la spezieria di Santa Maria della Scala, nel rione Trastevere, a Roma.

Anche se il suo primato è in verità conteso (in Italia, ad esempio, lo rivendica anche la Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella  di Firenze), resta il fatto che entrare nell’antica farmacia trasteverina corrisponde davvero a fare un tuffo nella storia. Risale al XVI secolo (fu aperta infatti nel 1523)  e, scrive duerighe.com, “è uno scrigno che (…) racchiude bilancini, veleni, frantoi, mortai, alambicchi, medicamenti e due prodotti molto venduti all’epoca: l’acqua antipestilenziale, utilizzata per la peste bubbonica e l’acqua di Melissa che curava l’isteria”.

L’articolo spigola ovviamente tra varie notizie storiche, ricordando ad esempio la teriaca, il medicamento più ricercato nell’800 (ma in realtà anche nei secoli precedenti, ci permettiamo di aggiungere). Composto di carne essiccata di vipera e spezie, in composizione variabile a seconda del disturbo che si doveva curare, la teriaca (che in greco significa antidoto)  veniva somministrata contro i veleni  e usata per moltissime malattie tra le quali malaria, epilessia, morbillo. Costosissima, aveva anche una versione economica. Niente a che vedere con i farmaci generici equivalenti dei nostri tempi, però: la teriaca a basso prezzo, infatti, consisteva in realtà in un semplice succo di bacche di ginepro.

L’articolo di duerighe.com offre anche una descrizione della spezieria, il cui ambiente – piuttosto  piccolo – è  arredato con vetrine e mobili in legno e il soffitto affrescato con al centro lo stemma dei Carmelitani. Erano infatti i Carmelitani Scalzi, ordine riformato da Santa Teresa D’Avila, a coltivare, preparare e vendere i medicamenti fino al 1954, anno in cui la spezieria venne chiusa, trovandosi la farmacia al primo piano del loro convento, annesso alla Chiesa di Santa Maria della Scala, che secondo la leggenda fu costruita nel luogo in cui, sotto una scala, si trovava l’effigie della Madonna che guarì miracolosamente due bambini.

Nel salone principale dentro vasi di vetro si trovano le essenze, mentre nella sala adiacente, sugli scaffali dietro il banco di vendita, si trovano le foglie delle erbe medicinali, conservate in scatole di legno di sandalo: sanguisughe, cardamomo, ginepro, noce, liquirizia, arnica, ribes, valeriana e altri medicamenti. In un armadio a parte sono conservati i veleni.

Nel ‘700 la spezieria diventò anche un luogo di studio. Fra’ Basilio istituì la compilazione degli erbari, la catalogazione scientifica dei farmaci che venivano esposti secondo la struttura dell’albero della vita. Il Trattato delli semplici, il rarissimo erbario a lui attribuito, ancora conservato nella spezieria, contiene l’elenco di tutte le erbe utilizzate nella farmacia, conservandone un esempio essiccato nella pagina corrispondente.

La vicinanza con il Vaticano, a cui è collegata da via della Lungara, valse alla spezieria di S. Maria della Scala  il nome di farmacia dei papi, dove pontefici, nobili e re si recavano per acquistare medicinali, entrando da un ingresso riservato.

Ma oltre alla storia papalina, l’antica farmacia ne ha anche una risorgimentale: al tempo della Repubblica Romana retta da Giuseppe Mazzini, Carlo Armellini e Aurelio Saffi fu infatti adibita anche a ospedale, dove vennero curati i soldati rimasti feriti negli scontri tra l’esercito repubblicano e quello francese, che voleva restaurare il potere papale. E proprio nella farmacia di Santa Maria della Scala morì Luciano Manara, legando indissolubilmente la storica e suggestiva spezieria alle gesta dei patrioti italiani che combatterono per difendere gli ideali repubblicani.

A integrazione dell’articolo che (meritoriamente) duerighe.com ha voluto dedicare a uno dei gioielli della plurisecolare storia della farmacia italiana, si può aggiungere che i locali dell’antica Spezieria di Santa Maria della Scala, comprensivi di un ambulatorio gratuito, sono rimasti aperti sino al 1978. Nel laboratorio galenico che si trova al suo interno sono ancora presenti frantoi originari, mortai e alambicchi di distillazione, insieme a vasi, bilance, maioliche pregiate. L’arredamento  risale al ‘700 e le scaffalature, le vetrine e il bancone si presentano ancora in tutto il loro splendore passato. Gli armadi, in particolare, riportano immagini dipinte dei padri della medicina come Ippocrate, Galeno, Avicenna, Mitridate e Andromaco il Vecchio, medico di Nerone.

Nel retrobottega, inoltre, si può ancora ammirare, risalente all’ottocento, un laboratorio liquoristico e un ambiente che fungeva da biblioteca, studio medico e magazzino.

La spezieria è dunque un pezzo autentico e importante della storia di Roma, oltre che di quello di un professione ancora oggi eserictata tra la gente e per la gente.  Visitarla è come fare una passeggiata in un passato importante e ricco di suggestioni. Per informazioni, ci si può rivolgere  alla Pro Loco di Roma ai seguenti contatti: tel. 06 89928533, info@prolocoroma.it, segreteria@prolocoroma.it. Sono diponibili anche visite guidate organizzate da molti operatori privati, rintracciabili agevolmente su internet, o si può scegliere di prenotare una visita rivolgendosii direttamente alla struttura, esclusivamente via email, all’indirizzo smariadellascala@gmail.com.

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