Gimbe: “Obbligo vaccini, coperture in aumento ma è presto per cantar vittoria”

Gimbe: “Obbligo vaccini, coperture in aumento ma è presto per cantar vittoria”

Roma, 21 marzo – Un’analisi indipendente condotta dall’Osservatorio Gimbe dimostra che l’introduzione dell’obbligo vaccinale è associato a un aumento delle coperture, sia per i vaccini obbligatori sia per quelli consigliati. Diverse Regioni, però, debbono ancora raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19 e alcune, anzi, ne restano ben lontane. Proprio per questo, Gimbe invita a interrompere ogni   dibattito sulla rimodulazione dell’obbligo vaccinale, vista anche l’assenza di evidenze sul mantenimento delle coperture massime, ove raggiunte.

Le vaccinazioni obbligatorie previste dal decreto legge n. 73/17, poi convertito nella cosiddetta legge Lorenzin, sono 10, come è noto:  sei incluse nel vaccino esavalente (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b), tre nel vaccino trivalente (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite) e infine l’anti-varicella. La legge ha inoltre indicato ad offerta attiva e gratuita da parte di Regioni e Province autonome, ulteriori quattr vaccinazioni non obbligatorie: anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococco, anti-rotavirus.

Al 30 giugno 2018 il ministero della Salute, nel frattempo affidato alla deputata del M5s Giulia Grillo,  ha effettuato una rilevazione “straordinaria” delle coperture vaccinali con l’obiettivo di valutare il potenziale impatto del decreto legge  73/2017. “Se tale rilevazione intendeva fornire una base epidemiologica per un confronto politico sull’opportunità di rimodulare l’obbligo vaccinale, l’obiettivo non risulta raggiunto”  afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe “in quanto manca un’analisi comparativa dell’incremento delle coperture nelle varie Regioni per ciascun vaccino. Inoltre, concentrandosi esclusivamente sull’incremento assoluto delle coperture al 30 giugno 2018, rispetto a quelle rilevate al 31 dicembre 2017, il rischio è di sottostimare l’impatto del Dl 73/2017 sulle coperture vaccinali”.

Considerato il rischio di strumentalizzazione dei dati su una tematica di estrema rilevanza per la salute pubblica, troppo spesso oggetto di dibattiti ideologici e non basati su evidenze scientifiche e dati epidemiologici, l’Osservatorio Gimbe ha condotto uno studio indipendente con due obiettivi: valutare le coperture vaccinali raggiunte dalle Regioni al 30 giugno 2018 nella coorte 2015, rispetto ai target definiti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2017-2019 e  stimare le variazioni delle coperture dopo l’entrata in vigore del Dl 73/2017.

Lo studio ha esaminato la coorte 2015, valutata a 24+6 mesi. Premesso che i dati di Campania e Molise non sono disponibili,  la copertura nazionale risulta ≥95% per i vaccini dell’esavalente, poco al di sotto del 95% per quelli del trivalente e ben al di sotto del 60% per l’anti-varicella. La copertura vaccinale media tra le Regioni varia dall’89,2% al 98,4% per l’esavalente, dall’82,2% al 97,5% per il trivalente e dal 3,4% al 91,7% per la varicella. Analizzando le coperture delle singole Regioni emerge un quadro molto eterogeneo: dalla Toscana dove superano tutte il target massimo, alle Marche dove tutte si attestano al di sotto del target massimo, sino alla Provincia autonoma di Bolzano dove nessuna copertura raggiunge il target minimo. Alcune Regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Umbria e Lazio) superano i target massimi per esavalente e trivalente, ma sono ben al di sotto dei target minimi per l’anti-varicella. La Provincia autonoma di Trento e il Veneto non raggiungono le coperture massime per tutti i vaccini dell’esavalente e del trivalente. Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna presentano coperture simili (sopra soglia massima per l’esavalente e sotto soglia massima per il trivalente), ma raggiungono una copertura superiore al target 2018 per l’anti-varicella (eccetto l’Abruzzo).

Sono state quindi condotte due analisi per confrontare le coperture vaccinali prima e dopo la pubblicazione del Dl 73/2017:

  • Analisi A: sulla coorte 2014 è stato calcolato l’incremento delle coperture vaccinali tra la rilevazione al 31 dicembre 2016 (a 24 mesi) e quella al 30 giugno 2018 (a 42 mesi).
  • Analisi B: è stato effettuato un confronto delle coperture a 24+6 mesi nella coorte 2015, rilevate al 30 giugno 2018, con quelle a 24 mesi della coorte 2014, rilevate al 31 dicembre 2016.

L’analisi A dimostra che nella coorte 2014 l’incremento medio di copertura per i vaccini dell’esavalente è del 2,21%, del 7,3% per quelli del trivalente e del 7,95% per la varicella. L’entità degli incrementi medi nelle singole Regioni e per i singoli vaccini, oltre che essere influenzati dall’implementazione delle politiche vaccinali, sono inevitabilmente correlati anche alle coperture rilevate al 31 dicembre 2016. L’analisi B mostra risultati sovrapponibili per l’esavalente e per il trivalente, mentre documenta un incremento di copertura più consistente per l’anti-varicella (12,03%) conseguente alla mancanza di dati della Lombardia nella coorte 2014.

Il report Gimbe documenta che le coperture vaccinali, rispetto ai target previsti dal Pnpv 2017-2019, sono ancora subottimali in numerose Regioni, sia per le vaccinazioni obbligatorie, sia per quelle consigliate. Inoltre, con due analisi differenti, dimostra che l’entrata in vigore del Dl 73/2017 si associa a  un incremento delle coperture sia per i 10 vaccini obbligatori, sia per alcuni di quelli consigliati, in particolare anti-meningococco B e C e, in misura inferiore, anti-pneumococco.

Un eventuale confronto politico sulla rimodulazione dell’obbligo vaccinale” conclude Cartabellotta  “dovrebbe essere avviato solo in presenza di consistenti evidenze che dimostrino l’inefficacia del DL 73/2017 nell’aumentare le coperture vaccinali, oppure quando tutte le Regioni raggiungeranno e manterranno stabili nel tempo target ottimali di copertura.  Considerato che i risultati del nostro report vanno in direzione completamente opposta, per la tutela della salute pubblica la Fondazione Gimbe ritiene al momento ritiene al momento inopportuno discutere della rimodulazione dell’obbligo vaccinale per tre ragioni: la pubblicazione del Dl 73/2017 è associata a un netto incremento delle coperture vaccinali; numerose Regioni devono ancora raggiungere i target del Pnpv 2017-2019 e alcune rimangono ben lontane; non sono ancora disponibili evidenze sul mantenimento delle coperture massime, ove raggiunte”.

La versione integrale del report Gimbe Vaccinazioni in età pediatrica: impatto dell’obbligo sulle coperture vaccinali in Italia è disponibile a questo link

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