Mnlf contro il disegno di legge Sileri: “No ai drugstore in Italia”

Mnlf contro il disegno di legge Sileri: “No ai drugstore in Italia”

Roma, 21 marzo – L’Italia non sono gli USA e, in materia di distribuzione di farmaci, non vogliono diventarlo. All’osso, è l’assunto da cui parte la lunga nota diramata ieri dal Movimento nazionale dei liberi farmacisti, significativamente intitolata No ai drugstore in Italia.

Bersaglio della sortita della sigla presieduta da Vincenzo Devito è il disegno di legge annunciato nel corso degli Stati generali Federfarma tenutisi lo scorso 28 febbraio dal presidente della  Commissione Igiene e sanità Pierpaolo Sileri. Che, secondo quanto anticipato dallo stesso promotore (anche se al momento, per quanto è dato sapere, non circolano ancora  bozze del testo del provvedimento), contiene fattispecie che rimandano appunto a esperienze d’Oltreoceano, come l’introduzione della possibilità di vendere anche in Italia le cosiddette confezioni “starter” di medicinali, con un minor contenuto di unità posologiche del farmaco, in libera vendita sugli scaffali senza l’obbligo della presenza del farmacista,

Esattamente quel che avviene nelle farmacie statunitensi, dove – scrive Mnlf – “tutti i farmaci acquistabili senza ricetta sono direttamente esposti a scaffale, ci si può servire da soli e andare in cassa, senza il bisogno di attendere il proprio turno al banco dove c’è un farmacista. Negli Stati Uniti le reazioni avverse causate da farmaci (Afr, Adverse drug reaction), causano oltre 100.000 morti”.

Mnlf insiste sul punto, citando altri dati: “Una ricerca della Consumer Healthcare Products Association ha rilevato che l’81% degli adulti negli Stati Uniti utilizza farmaci per l’automedicazione come prima risposta a patologie minori, tra questi gli anziani, che rappresentano il 13% della popolazione USA. hanno 2,5 possibilità in più rispetto a persone più giovani di avere un Adr e uno su tre di loro sperimenterà in un anno un evento avverso al farmaco” si legge nella nota, che passa poi a riferire i dati dovuti all’abuso di farmaci d’automedicazione tra gli adolescenti,  altro problema emergente negli Stati Uniti soprattutto nella fascia di età tra i 12 e i 17 anni, reso ancora più pericoloso dal concomitante uso di alcool e tabacco.

La sigla dei liberi farmacisti si diffonde quindi in altri dettagli, ricordando che negli USA sono sotto osservazione molte molecole dei farmaci di automedicazione a larga diffusione, come acido acetilsalicilico, paracetamolo e alcuni lassativi, ricordando le ben note conseguenze associate al loto abuso. A fronte dei ricordati centomila morti all’anno per Adr  negli USA, osserva Mnlf, in Italia “dal 2007 al 2018 non c’è stato alcune decesso legato direttamente all’uso di farmaci da banco e le Adr correlate rappresentano meno dell’1% di tutta la popolazione che usa questi farmaci”.
L’abissale conseguenza, a giudizio dei liberi farmacisti, si spiega anche con il fatto che “in Italia in farmaci da banco non sono esposti sugli scaffali di farmacie e parafarmacie ed è sempre presente un farmacista”.

Ed è a partire da qui che Mnlf sferra il suo attacco al disegno di legge Sileri nei termini in cui è stato annunciato: “Non tutti in questo Paese la pensano in questo modo e qualcuno sta pensando d’introdurre anche in Italia il modello americano ed eliminare per alcuni farmaci la presenza del farmacista” scrivono i liberi farmacist, con esplicito riferimento al “progetto, in avanzato stato di definizione, presentato agli Stati generali delle farmacie, organizzato da Federfarma”,  che il senatore Sileri  tradurrà in un disegno di legge.

“L’idea è quella di porre la parola fine all’unica vera riforma del settore, la liberalizzazione dei farmaci da banco e la relativa nascita delle parafarmacie, introducendo nel mercato le cosiddette confezioni “starter” di medicinali con un minor contenuto di compresse, gocce o altro e farle vendere sugli scaffali senza l’obbligo della presenza del farmacista” attacca Mnlf, che parla di un “affare poco conveniente per i consumatori perché gli stessi medicinali costerebbero di più per unità posologica, ma ottimo per Federfarma perché significherebbe la morte della concorrenza in questo settore. Il numero dei farmaci da mettere sugli scaffali senza la presenza del farmacista sarebbe limitato, ma significativo”.

“Il tentativo s’incardina in un ‘disegno’ più ampio che vorrebbe sottrarre le sedi farmaceutiche (poche, pochissime e localizzate nelle periferie italiane) al concorso straordinario del ‘Cresci Italia’ e affidarle a un nuovo concorso dedicato anche ai titolari di parafarmacia che avrebbero 24 mesi per chiudere le loro attività” si legge ancora nella nota Mnlf. “Il tutto, a parte alcuni ‘problemini’ sottaciuti d’incostituzionalità, stabilendo l’incompatibilità tra la professione di farmacista e l’attività in parafarmacia”.
Un “volo pindarico”, secondo i liberi farmacisti, che non si preoccupa nemmeno delle sue numerose contraddizioni, come ad esempio la richiesta da parte delle farmacie di seguire più attentamente l’aderenza alla terapia dei pazienti e fornire, a pagamento per lo Stato, più servizi e questo contemporaneo tentativo d’introdurre anche in Italia i drugstore sul modello americano. “Un gioco delle parti” stigmatizza Mnlf “in cui il silenzio della Federazione degli Ordini dei farmacisti sull’argomento è totale. Questo progetto va bloccato sul nascere”.
E proprio questa è la richiesta finale della nota, rivolta alla ministra della Salute Giulia Grillo responsabile della salute degli italiani e della sicurezza nell’uso dei farmaci: “Un intervento immediato che arresti queste pericolose derive corporative”.

 

Mnlf – No ai drugstore in Italia

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