Pesaro Urbino, la chiave del futuro della professione è l’aggiornamento

Pesaro Urbino, la chiave del futuro della professione è l’aggiornamento

Roma, 22 marzo – Parlare di cannabis terapeutica e cannabis light a porte aperte, consentendo anche ai cittadini di acquisire informazioni su un argomento sul quale molto spesso i pregiudizi prevalgono sulla conoscenza e le corrette informazioni. Lo ha fatto la scorsa settimana  l’Ordine dei Farmacisti di Pesaro, organizzando un evento Ecm dedicato appunto al tema dei cannabinoidi, accreditato per farmacisti, medici, dietisti, infermieri e fisioterapisti e aperto, come detto, alla partecipazione di tutti.

Un’ottima e intelligente occasione per contribuire a fare chiarezza su un argomento sul quale permane una certa confusione nell’opinione pubblica,  che rischia ovviamente di avere ripercussioni negative sul corretto approccio a una risorsa terapeutica che si sta ritagliando un ruolo di una certa rilevanza nel contrasto e trattamento dei disturbi che coinvolgono la spasticità con dolore, nella nausea e vomito conseguente all’impiego di chemioterapici, nel dolore cronico neuropatico e nel glaucoma resistente, solo per citare alcune delle indicazioni  più importanti. Nel corso dell’incontro di aggiornamento (presentato e coordinato dalla presidente del locale Ordine degli infermieri Laura Biagiotti), dopo un’ampia illustrazione della  Cannabis indica e dei suoi componenti e una chiara spiegazione su cosa sia la cosiddetta cannabis light (argomento trattato da Giuseppe Curina),  sono state passate in rassegna (da Mariangela Casoli) le indicazioni e l’uso della cannabis per uso medico e i percorsi e procedimenti, estremamente rigorosi e sottoposti a controllo, che portano dalla coltivazione della pianta al suo uso come farmaco (ne ha parlato Fabio Orazi). Romeo Salvi, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Pesaro, ha quindi introdotto e moderato la discussione aperta sul tema.

Ma non è sta l’unica recente iniziativa dei farmacisti della provincia, che  – questa volta per iniziativa della locale associazione dei titolari di farmacia, presieduta da Stefano Golinelli – hanno affrontato due giorni fa anche un altro tema di grande attualità, la ricetta veterinaria elettronica, ospitando  il percorso di formazione promosso nella Regione da Federfarma Marche per sensibilizzare sull’argomento opinione pubblica, farmacisti e veterinari.

Un appuntamento di rilievo interprofessionale, testimoniato dalla presenza del presidente del locale Ordine dei veterinari Giovanna Farina, nel corso del quale lo stesso Golinelli ha ricordato che “la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale è attesa a giorni per il definitivo avvio della ricetta veterinaria elettronica; l’auspicio è che anche in questa provincia si riesca ad avere un’attenzione marcata alla ricetta veterinaria elettronica da parte di professionisti che vogliono uniformare la conoscenza e l’operatività di uno strumento che qualifica l’opera della nostra categoria”.

I lavori si sono incentrati sugli interventi di Alessandro Baiguini e Claudia Grilli, del Servizio Igiene allevamenti e produzioni zootecniche dell’Asur, l”Azienda sanitaria unica della Regione Marche. I due relatori hanno affrontato, in particolare, il tema estremamente concreto (e critico) dell’utilizzo delle credenziali per la web application del Ministero della Salute e del Sistema TS, con un invito ai partecipanti a dedicare crescente attenzione a un tema di enorme rilievo futuro per la categoria, nella convinzione che “un più corretto uso dei medicinali impiegati per gli animali, accrescerà la tutela della salute pubblica e permetterà un reale controllo di quella che è l’antibiotico resistenza nell’intento di assicurare vantaggi ai cittadini”.

Il presidente di Federfarma Marche, Pasquale D’Avella, ha voluto sottolineare da parte sua come  “questi momenti di formazione e aggregazione fanno ben sperare per il futuro della nostra professione”.

Tra gli effetti collaterali (positivi) delle due iniziative promosse dalle organizzazioni dei farmacisti pesaresi va sicuramente segnalata l’attenzione dedicata loro dalla stampa locale. Significative, in particolare, le dichiarazioni a 360 gradi del presidente dell’Ordine Salvi sul futuro di una professione che sta vivendo un autentico passaggio di fase, dopo l’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie, e che dovrà dunque necessariamente evolvere. “È imprescindibile innovare e integrarsi con le altre professioni sanitarie” ha detto Salvi, evidenziando come ciò valga non solo “per chi opera in farmacia, ma anche in altri ambiti della professione”.

Uno dei primi obiettivi, per il presidente dell’ordine pesarese, è quello di “prepararci e chiedere la dispensazione dei farmaci innovativi, che di fatto ora sono fuori dalla farmacia, e nello stesso tempo credere nell’opportunità dei farmaci equivalenti”. Ma bisogna anche guardare ai settori che possono garantire ossigeno e sviluppo alla farmacia, come la cosmesi specialistica, la nutraceutica e le medicine complementari, riscoprendo anche la galenica,  sull’onda della crescente attitudine alla personalizzazione delle terapie. E, ovviamente, bisogna “sviluppare tutte le iniziative della farmacia dei servizi, possibili ora con le nuove leggi”.  Al riguardo, Salvi ha fatto riferimento alla necessità di razionalizzare e implementare iniziative e sforzi, come il  Cup, gli screening preventivi (come quello per il tumore del colon retto) e i servizi di telemedicina,  oggi parziali ma che dovrebbero auspicabilmente “diventare collettivi, evitando così sprechi di risorse di ogni tipo”.

Salvi ha anche sottolineato l’importanza di valorizzare concretamente, e non solo a livello di dichiarazione di intenti, i contenuti professionali nelle nuove generazioni: “È importante rispettare il ruolo dei giovani collaboratori, considerandoli risorse e non costi, e lo dico per esperienza diretta. Confido nelle risorse della professione che sono storiche e importanti, con un mix di esperienza e innovazione”.  Affermazione che rimanda inevitabilmente alla centralità della formazione permanente e dell’aggiornamento, tema che l’Ordine di Pesaro Urbino (providere nazionale Ecm) ha posto a fondamento della sua attività, come testimoniato dalla sua intensa attività al riguardo.  Anche per il 2019, ha ricordato Salvi, il programma d’aggiornamento è molto nutrito: integrazione delle professioni sanitarie, farmacovigilanza, farmaci innovativi e cure territoriali alcuni dei temi che saranno trattati quest’anno.

Salvi ha infine riservato un cenno anche alla vexata questio degli orari di servizio delle farmacie, liberalizzati nel 2012 dal “Cresci Italia” del Governo Monti:: “Ormai molte farmacie sono aperte in maniera continuativa tutti i giorni dell’anno” ha detto il presidente pesarese. “Sarebbe invece auspicabile che si tornasse a un sistema di turni e che i progetti di rete”.  Ciò, a giudizio di Salvi, anche per trasmettere certezze e sicurezze sul servizio ai cittadini. “Dobbiamo essere un punto di riferimento per la salute e i bisogni dei cittadini” ha concluso il presidente dell’Ordine di Pesaro Urbino. E un aiuto in questa direzione può certamente arrivare, in parte qua, anche da un ordinato sistema di orari e di turni.

 

 

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