Vaccini, emendamento Lega-M5s elimina obbligo certificazioni

Vaccini, emendamento Lega-M5s elimina obbligo certificazioni

Roma, 1 aprile – Niente più obbligo di presentare certificazioni vaccinali per accedere ad asili nido e scuole infanzia. Lo prevede un emendamento al ddl sui vaccini presentato in Commissione Igiene e Sanità da Lega e Movimento Cinquestelle, del quale riferisce un lancio Ansa.

L’emendamento 7.0.1 (testo 2) al disegno di legge 770, firmato da Maria Cristina Cantù (Lega, nella foto), Pierpaolo Sileri (M5S) e Sonia Fregolent (Lega), rispettivamente, vicepresidente, presidente e membro della dodicesima Commissione di Palazzo Madama, introduce l’articolo 7-bis, abrogando il caposaldo della legge Lorenzin oggi in vigore. Prevede, infatti, che, a decorrere dall’entrata in vigore della nuova legge, “la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni non costituirà più requisito di accesso al servizio, alla scuola, al centro” di formazione professionale. Inoltre, “la mancata presentazione non potrà determinare la decadenza dall’iscrizione o dalla partecipazione agli esami”.
Immediate le reazioni all’iniziativa: “L’emendamento preso singolarmente ha poco senso, abbiamo 150 pagine di emendamenti e la discussione sul ddl deve ancora entrare nel vivo” è il commento del sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, prendendo in qualche modo le distanze dalla proposta di esponenti (anche autorevoli) dei due partiti di governo.  “Nessun passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all’istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio”. 

Decisamente più tranchant le valutazioni degli esponenti dell’opposizione:  “Il Governo vuole eliminare l’obbligo vaccinale” ha scritto in un tweet il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Nel Lazio invece faremo di tutto per garantirlo perché la salute dei bambini viene prima di ogni cosa”.

Durissima Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare ed ex ministra della Salute: “È evidente che, prima delle elezioni europee, un altro scalpo andava portato alle promesse elettorali di Salvini. Peccato che questa volta il prezzo lo pagheranno tutti i cittadini italiani e i più deboli saranno totalmente abbandonati al loro destino” afferma la ex titolare del dicastero commentando l’emendamento Cantù, Sileri e Fregolent volto a eliminare uno dei fondamenti della legge sui vaccini che porta il suo nome.  “È stata una legge totalmente vincente dal punto di vista sanitario, innalzando le soglie di copertura vaccinale in brevissimo tempo”  afferma Lorenzin “e quindi cosa fa la maggioranza giallo-verde? Decide bene di demolirla solo perché prende il nome “Lorenzin”. Condannandoci purtroppo a tornare indietro in pochissimo tempo senza neanche avere consolidato il dato, né recuperato le migliaia di giovani persi nell’ultimo ventennio”.

Tutto il mondo, prosegue l’ex ministra, “sta riconoscendo che la legge sui vaccini italiana sta funzionando, non da ultimo il Financial Time. Emulati dalla Francia ora, anche la Germania sta pensando di introdurre l’obbligatorietà, che si sta dimostrando efficace per prevenire epidemie come il morbillo e contrastare l’esitazione vaccinale crescente, alimentata da fake news e dai movimenti no vax”.

“Non rimane che confidare nella saggezza delle famiglie” conclude Lorenzin. “Ma non é così che si affrontano le sfide di sanità pubblica : facendo scongiuri e sperando nella fortuna”.

Prende posizione anche  la Fondazione Gimbe, che appena dieci giorni fa aveva reso nota una rilevazione del suo Osservatorio che dimostra  come all’introduzione dell’obbligo vaccinale è associato a un aumento delle coperture, sia per i vaccini obbligatori sia per quelli consigliati.
“Considerato che il report Gimbe è stato inviato individualmente a tutti i parlamentari – afferma in una nota il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta, l’emendamento Cantù, Sileri, Fregolent “non può che avere finalità esclusivamente politiche e ignora consapevolmente evidenze scientifiche e dati di copertura vaccinale, subordinando la tutela della salute pubblica a compromessi politici e accordi pre-elettorali”.
Per Cartabellotta l’iniziativa legislativa dei tre senatori della maggioranza è figlia del recente strappo tra il vice-premier Matteo Salvini  e la titolare della Salute Giulia Grillo, alla quale Salvini aveva inviato una formale richiesta, il 5 marzo, di differire con un apposito decreto legge la scadenza del 10 marzo, al fine di consentire l’accesso ai servizi scolastici anche ai bambini non vaccinati, facendo addirittura leva sulla sensibilità di una neo-mamma ad “evitare traumi ai più piccoli”.
Istanza rigettato con convinzione  dalla ministra, visto che le Regioni avevano avuto tutto il tempo per mettersi in regola. L’emendamento 7.0.1. ha tuttavia nel frattempo trovato nel presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Sileri – all’insaputa e in contrasto con la linea della
ministra Grillo, secondo il presidente di Gimbe – “l’ariete ‘giallo’ per raccogliere tutte le istanze no-vax del Movimento 5 Stelle e proporre
un emendamento formalmente bipartisan, ma in questo momento pre-elettorale fortemente voluto dai verdi”.
Se è obiettivo della discussione parlamentare – puntualizza Cartabellotta – è pervenire ad una politica vaccinale scientificamente valida e socialmente responsabile, bisogna innanzitutto abbandonare l’idea dell’obbligo flessibile: mancano infatti le condizioni per attuare l’obbligo solo dove si verifichino significativi scostamenti dagli obiettivi del Piano nazionale di prevenzione vaccinale».

Infatti, osserva il presidente di Gimbe, se da un lato l’obbligo ha funzionato e le coperture vaccinali non sono ancora ottimali in tutte le Regioni, né stabilizzate in quelle che le hanno raggiunte, dall’altro la brusca transizione a un modello basato su raccomandazione e persuasione richiede investimenti massivi (e tempi medio-lunghi) di implementazione per informazione e formazione, messa a punto di sanzioni severe per chi diffonde messaggi no-vax e anagrafi vaccinali accurate che permettano di conoscere lo stato di copertura in tempo reale.
“Ecco perché”  conclude Cartabellotta “come organizzazione indipendente che da anni si batte per la tutela della salute pubblica e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale tramite l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni professionali, manageriali e politiche, non possiamo che rinnovare l’invito alla politica a non strumentalizzare norme e leggi che tutelano la salute delle persone, ignorando opportunisticamente evidenze scientifiche e dati epidemiologici”.

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