Fnpi: “Assurde le posizioni di Fenagifar a proposito dell’occupazione”

Fnpi: “Assurde le posizioni di Fenagifar a proposito dell’occupazione”

Roma, 5 aprile – Assurda e strana. Sono gli aggettivi con i quali Angelo Occhipinti (nella foto), vicepresidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, bolla la posizione espressa da Fenagifar, la sigla dei giovani farmacisti, nel corso del recente incontro con la presidente M5S della Commissione Affari sociali della Camera Marialucia Lorefice e con il suo collega di partito Giuseppe Chiazzese,  a proposito dei problemi occupazionali per i giovani farmacisti. Nell’occasione, come si ricorderà,  i rappresentanti di Fenagifar hanno chiesto una revisione dell’accesso al corso di laurea in farmacia, introducendo criteri meritocratici, esprimendo anche la loro ferma contrarietà a ogni ipotesi di ulteriori liberalizzazioni del retail farmaceutico, che a loro giudizio non produrrebbero effetti positivi sull’occupazione ma, al contrario, si risolverebbero in altri vantaggi a favore delle concentrazioni commerciali.

Fenagifar finge di ignorare il dato macroscopico di 4300 parafarmacie e circa 10000 posti di lavoro,molti di questi per giovani farmacisti, creati proprio dalla legge Bersani in questi anni”afferma la nota della Fnpi.  “Dire inoltre che le liberalizzazioni sono state un grande favore per la Gdo è quantomeno illogico, quando nei fatti le parafarmacie della GDO sono meno del 10% (circa 360) del totale”.
Vero è che le parafarmacie della Gdo spesso fatturano molto di più di quelle dei farmacisti “di vicinato”, riconosce Occhipinti, “ma rimane il fatto che grazie alle legge Bersani migliaia di farmacisti in Italia hanno un posto di lavoro e ci sono 4300 attività sul territorio italiano che forniscono servizi e  pagano le tasse”.
“Non capiamo inoltre come proprio Fenagifar” continua il comunicato Fnpi “invece di attaccare l’unica esperienza che da dieci anni a questa parte ha creato qualche minima opportunità per i giovani farmacisti, non dica nulla contro un sistema di accesso alla professione non libero e non meritocratico, l’ereditarietà di una concessione statale vinta per concorso o il capitale privato nella proprietà delle farmacie. Tutti  seri e reali problemi” conclude la nota “per chi da giovane farmacista (non figlio di titolare) si vuole approcciare la mondo del lavoro”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi