Farmaci, Anmar a Grillo: “Continuità terapeutica e libertà prescrittiva, più trasparenza da Regioni”

Farmaci, Anmar a Grillo: “Continuità terapeutica e libertà prescrittiva, più trasparenza da Regioni”

Roma, 9 aprile – La battaglia sulla trasparenza in materia dei farmaci non va fatta soltanto su prezzi e informazioni, ma deve riguardare anche le politiche e le pratiche poste in essere dalle Regioni che “per ragioni solamente economiche aggirano nella pratica le norme che consentono la continuità terapeutica secondo il giudizio del medico”.

A chiederlo, in una nota indirizzata alla ministra della Salute Giulia Grillo, è  Silvia Tonolo (nella foto), presidente di Anmar, l’Associazione nazionale malati reumatici. Affermando di seguire con interesse la proposta di progetto di risoluzione all’Organizzazione mondiale della sanità dal titolo ‘Improving the Transparency of markets for drugs, vaccines and other health-related technologies’ dove su impulso di Aifa viene chiesta l’attuazione di provvedimenti in materia di trasparenza nel settore farmaceutico”, Tonolo condivide le affermazioni della ministra  sia “quando dice che nella battaglia per la trasparenza i cittadini sono alleati”  sia quando sostiene  “che la trasparenza è una necessità su più fronti: sia sui prezzi sia sulle informazioni relative ai farmaci stessi”.

Ma per l’Anmar serve maggiore trasparenza anche sull’accesso ai farmaci, che va chiesta soprattutto alle Regioni che antepongono le ragioni di bilancio a quelle delle necessità terapeutiche dei pazienti, aggirando le norme nazionali che consentono la continuità terapeutica, che è una competenza medica, non certo amministrativa.  “Vengono create black list, il paziente non trova più il farmaco con il quale aveva raggiunto il controllo della malattia ma si vede imporre un altro farmaco” scrive Tonolo, “vengono fatte pressioni sul medico perché non segnali gli eventi avversi. Non parlo di farmaci innovativi, ma di farmaci che hanno dimostrato di modificare la vita dei pazienti recuperandoli alla vita attiva e produttiva”.

“Come pazienti e come cittadini ben conosciamo e apprezziamo il Ssn universalistico italiano, siamo consapevoli della necessità di esercitare un rigoroso controllo della spesa” scrive ancora la presidente di Anmar “ma vorremmo ricordare a queste Regioni che le esigenze della finanza pubblica non possono assumere, nel bilanciamento del legislatore, un peso talmente preponderante da comprimere il nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana”. (Corte Cost. sent. n. 309/1999).

Da qui la richiesta finale alla ministra, ritenuta alleata dei pazienti e dei cittadini: bisogna pretendere  “che tutte le Regioni rispettino quanto previsto dalla Legge di bilancio 2017 e quanto affermato nel secondo position paper di Aifa” in ordine alla necessità di garantire la continuità terapeutica e al  rispetto del principio che la scelta della terapia è responsabilità esclusiva del medico.

 

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