Farmacap, Raggi nel mirino dei sindacati: “Inerzia colpevole, nomini subito nuovo CdA”

Farmacap, Raggi nel mirino dei sindacati: “Inerzia colpevole, nomini subito nuovo CdA”

Roma, 12 aprile – A tre mesi dal presidio di protesta davanti alla sede sociale, spesi soprattutto in attività di comunicazione  (come la campagna  #FarmacieinComune) per informare l’opinione pubblica del rischio di una possibile privatizzazione delle farmacie comunali romane, la RSA Farmacap, con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, sferra un durissimo attacco alla Giunta capitolina guidata da Virginia Raggi (nella foto),  colpevole di non aver ancora provveduto a restituire all’azienda un quadro gestionale pienamente operativo, nonostante il Consiglio comunale a maggioranza M5S abbia chiesto fin dallo scorso maggio 2018 la nomina di un nuovo Cda e malgrado nel frattempo il commissario straordinario dell’azienda, Angelo Stefanori, abbia rassegnato le sue dimissioni dal suo incarico a seguito di un rinvio a giudizio con  le accuse di diffamazione, calunnia e minacce nei confronti di Simona Laing, ex direttore generale dell’azienda, licenziata in tronco nel marzo 2017 dallo stesso Stefanori.
In un lungo comunicato sindacale diramato oggi (disponibile qui),   le rappresentanze sindacali ripercorrono il tormentato percorso dell’azienda speiale capitolina, con una narrazione tesa a  enucleare e restituire un disegno premeditato e preciso, finalizzato a “svendere al peggior offerente” le farmacie comunali della città. Il comunicato mette in fila una serie di fatti e situazioni: La lista è piuttosto lunga: il fatturato in picchiata, sceso di tre milioni di euro dal 2016 al 2017; un commissario dimissionario che  “continua ad operare come nulla fosse”, scrivendo ai dipendenti e firmando “delibere di carattere organizzativo”; l’ipotesi di una riduzione del budget destinato alle farmacie per gli acquisti presso i grossisti e una politica degli acquisti assolutamente inadeguata, con intere categorie di prodotti carenti e/o insufficienti a soddisfare la domanda della cittadinanza; attrezzature di lavoro carenti (pc, stampanti, mouse, penne ottiche) e, quando presenti, obsolete, a partire dai software di gestione, non aggiornati rispetto alle nuove disposizioni normative; mancate risposte alle emergenze, come nel caso della farmacia Forte Tiburtino, dove per sei mesi è mancatol’intervento di risanamento per la fuoriuscita di acque nere dal pozzetto della farmacia, ubicato nel sottoscala della farmacia,  causa della rottura del robot per la distribuzione dei farmaci, problema grave e segnalato più volte all’Azienda, anche per le pensoe sondizioni in cui si trovava a operare il personale pur di continuare il servizio;  nessuna campagna promozionale sui servizi offerti da Farmacap alla cittadinanza e men che meno iniziative aziendali di marketing sociale, con l’offerta di panieri di prodotti, offerti a prezzi concorrenziali e maggiormente convenienti, a favore delle fasce d’utenza più svantaggiate; turni, ferie e periodi di chiusura delle farmacie non adeguatamente pianificati, con l’assoluta mancanza di attenzione verso il diritto di lavoratrici/ori a fruire serenamente di ferie estive, conciliandolo con l’apertura degli esercizi e la garanzia del servizio; carenza di personale frmacista, nell’ordine di almeno 25-30 unità, con sempre maggiori carichi di lavoro e rischi per la sicurezza dei lavoratori, ulteriormente aggravati da una gestione del personale talvolta inadeguata e, infine, il servizio Recup sostanzialmente lasciato a se stesso, con un software inadeguato e un’attrezzatura informatica obsoleta.
La lunga lista di accuse e rilievi oltre a dimostrare “una politica gestionale approssimativa e senza criterio”,  in contrasto con quanto appena definito nella Convenzione con il Dipartimento Politiche Sociali e con diversi articoli del codice civile dello Statuto dei lavoratori (legge 300/70), insieme alla scelta di “lasciare in mano ad un commissario dimissionario le sorti di Farmacap”, è rivelatrice, secondo i sindacati, di “un’ipotesi strategica ben precisa”  (anche se, scrivono le sigle dei lavoratori, non si capisce  “altrettanto chiaramente chi la sta mettendo a punto”), ovvero che la “non gestione dell’Azienda porti in tempi relativamente brevi a un suo collasso, per la serie di criticità rilevate in precedenza”.
Le rappresentanze sindacali riconducono in ogni caso le responsabilità di quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo in capo alla Giunta Raggi, per aver lasciato sostanzialmente acefala e priva di gestione l’azienda speciale, permettendo così (questa la loro tesi) che  a continuare a guidarla, dietro le quinte, sia lo stesso commissario Stefanori, peraltro considerato come una sorta di “agente all’Avana” degli interessi di chi vuole privatizzare Farmacap. A questo riguardo, gli stessi  insuccessi gestionali imputati al commissario, secondo i sindacati, sarebbero“in realtà funzionali a un progetto di privatizzazione”.
“Per la Giunta Raggi è giunto il momento delle scelte per Farmacap, a meno che non voglia essere responsabile davanti alle/i cittadine/i romane/i della lenta agonia prima e della morte dopo, dell’Azienda pubblica, con l’esito quasi scontato della svendita a privati” conclude il comunicato, ricordando che la delibera n.181, approvata lo scorso 28 dicembre dal Consiglio Comunale su proposta della Giunta, spalanca questa strada e delinea una futura trasformazione societaria. Sia che le farmacie comunali capitoline finiscano in futuro nelle mani di multinazionali, sia che la spuntino  cordate di imprendintori del settore, a giudizio delle sigle dei dipendenti Farmacap “non cambia il risultato della svendita e della truffa a carico di cittadine/i, lavoratrici/ori, con la cessione di un servizio pubblico a interessi e profitti privati”.
C’è solo un modo “per salvare Farmacap e prospettarle un futuro” termina  il comunicato, ed è  “la nomina immediata di un nuovo CdA e di un nuovo DG, con le necessarie competenze, che mettano fine alle manovre occulte in corso, con l’accantonamento di qualsiasi ipotesi di trasformazione societaria e un vero rilancio dell’Azienda Speciale Farma-Socio-Sanitaria”.
Alla sindaca Raggi e alla sua giunta (che in tempi di campagna elettorale erano irriducibili sostenitori della dimensione pubblica di Farmacap e della necesità di gaantirle un pieno rilancio)  spetta ora l’onere di rispondere alla  forte sollecitazione dei sindacati, che  –  la previsione è scontata – sarà già nelle prossime ore “cavalcata” dai vari schieramenti dell’opposizione, gli stessi che peraltro nelle passate consiliature  si erano mossi anch’essi in direzione della privatizzazione e vendita dell’azienda. In attesa che dal Campidognio arrivino segnali, idipendenti proseguirannointanto  la loro mobilitazione permanente.

 

Il comunicato stmpa della Rsa – “Chi vuole affossare Farmacap?”

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