Paradosso epatite C: “Ci sono le cure, ma non si trovano più i malati”

Paradosso epatite C: “Ci sono le cure, ma non si trovano più i malati”

Roma, 12 aprile – La denuncia arriva da Ivan Gardini, presidente di EpaC Onlus, l’associazione dei pazienti con epatite C e malattie del fegato. Sentito dall’agenzia Adnkronos Salute in occasione dell’International Liver Congress dell’Easl (Associazione europea per lo studio del fegato), in corso in questi giorni a Vienna, Gardini ha infatti puntato il dito contro il paradosso che si registra oggi in Italia a proposito della cura della malattia. “Stiamo vivendo un paradosso: ci sono i farmaci per curare l’epatite C, i fondi per le terapie e le strutture specializzate” ha affermato il presidente di EpaC. “Peccato che manchino i pazienti. Possiamo stimare che, tra soggetti noti e non, ci siano 200-300 mila pazienti ancora da trattare, ma il fatto è che molti non sono stati identificati. Risultato? Ne stiamo avviando al trattamento il 40% in meno rispetto all’anno scorso“.
Insomma, il problema a questo punto è legato al sommerso. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Agenzia italiana del farmaco, al 1° aprile erano 176.810 i pazienti con Hcv trattati o che hanno iniziato la terapia. “I pazienti ancora da trattare ci sono, ma troppi non sono ancora stati identificati e avviati alle strutture specializzate. È un problema di volontà politica“  spiega Gardini. Le persone con Hcv “vanno cercate, occorre comunicare con la cittadinanza, favorire gli screening. Altrimenti resterà uno zoccolo duro di persone non trattate“. E il virus continuerà a circolare, con tanti saluti all’obiettivo di eradicare la malattia, per quanto reso finalmente possibile dalle nuove molecole.
Come finanziare questa ricerca? “L’anno passato sono avanzati 300 milioni dal fondo per gli innovativi, che le Regioni si sono spartiti per scopi diversi”  ricorda Gardini. “Occorre stanziare fondi per la comunicazione e per favorire screening mirati. Anche perché ancora oggi un paziente sui tre che arrivano alle strutture ha una cirrosi o una patologia avanzata. Se non vengono curati, andranno incontro a tumore del fegato e trapianto, con tutti i costi che questo comporta per il sistema sanitario“.
È arrivato il momento di intervenire, sottolinea il presidente EpaC. “Serve una volontà politica chiara, anche perché abbiamo ancora i fondi, i farmaci ci sono e sono efficaci, e anche i medici e i centri. Occorre ricordare che stiamo parlando di persone che possono essere salvate” conclude Gardini “oltretutto con un intervento che comporterebbe un risparmio anche in termini economici per il Servizio sanitario nazionale“.

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