Farmacap, Stefanori: “I sindacati? Difendono gli interessi di pochi, non quelli dell’azienda”

Farmacap, Stefanori: “I sindacati? Difendono gli interessi di pochi, non quelli dell’azienda”

Roma, 15 aprile – “Come ogni venerdì arriva un comunicato sindacale che ci ricorda la situazione, indica i buoni e i cattivi (tra essi in primis lo scrivente commissario), dà consigli di macroeconomia, detta soluzioni e indica il nemico da battere (finalmente, oltre al Commissario, “la Giunta Raggi”). Nessuno pensi che sia iniziata la campagna elettorale…”

Per la sua risposta all’ultimo comunicato delle sigle sindacali dei dipendenti sulla situazione di Farmacap, Angelo Stefanori, dimessosi alla fine dello scorso mese di gennaio dal suo incarico di  commissario straordinario dell’azienda speciale che gestisce le oltre quaranta farmacie comunali della capitale, sceglie il registro dell’ironia, sia pure dopo essersi preoccupato di precisare preliminarmente che “per quanto riguarda gli insulti al sottoscritto, saranno i miei avvocati a decidere il da farsi”.

In una lettera indirizzata ai dipendenti dell’azienda, Stefanori replica colpo su colpo alle affermazioni dei sindacati, offrendo una sorta di “contronarrazione” rispetto al tema della privatizzazione dell’azienda, che a giudizio delle rappresentanze dei lavoratori sarebbe il fine ultimo dell’attuale amministrazione capitolina, per raccontare un’altra storia e invocare tutt’altre responsabilità.

I sindacati, afferma Stefanori, si rivolgono ai dipendenti  “portando avanti il tema della privatizzazione delle farmacie, a me del tutto estraneo (non c’è un mio atto che la sostiene), ma comunque attribuitami solo perché non condivido le opinioni degli scriventi” sostiene l’ex commissario. “Non ne ho mai fatto un dramma (io), ma c’è chi lo fa perché non riesce a trovare altri solidi argomenti. Il problema di Farmacap… non sono certo le farmacie, che lavorano duramente e portano a casa il pane per tutti” aggiunge Stefanori, che ribalta le accuse: “È proprio questo che dà fastidio, perché un’aliquota di personale che aveva lo stipendio garantito dal Campidoglio e per questo fu a suo tempo inglobata nell’Azienda (senza concorso) ritiene di poter agire in maniera indipendente, dedicandosi in via esclusiva ai temi di proprio interesse”.

La situazione, però, è cambiata da due anni, “talché si rende necessario, per legge, integrarsi con l’attività aziendale e fare quello che all’Azienda necessita”  (e anche questo, annota  Stefanori, “fu addebitato al Commissario, che non c’entra nulla”). Proprio il fatto di aver “richiamato” quella quota di personale a lavorare per i reali bisogni dell’azienda sarebbe però il motivo, secondo quanto lascia intendere l’ex commissario, all’origine degli attacchi alla gestione commissariale da parte delle organizzazioni sindacali. Che, per contro, secondo l’ex commissario non sembrano curarsi più di tanto del fatto che anche Farmacap  “non è estranea ai cali di fatturato che affliggono tutte le farmacie italiane, aggravati dall’apertura, a Roma, di circa 100 nuove farmacie. Qualcuno vuole fare finta di niente, e affermare che con il cda ed un nuovo Direttore le cose possano cambiare: bisogna lavorare sodo, se ne accorgeranno”.

Considerare le nomine di un nuovo Direttore e un nuovo Consiglio di Amministrazione la panacea di tutti i mali,  come fanno i sindacati,  per Stefanori altro non sarebbe che “la visione onirica” di un “gruppo di persone che opera come un consiglio di amministrazione occulto” e che, nell’ottica di realizzare il modello di farmacia che avrebbe scelto tra i tanti che ora si affacciano sul mercato, sembrerebbe voler  “fare concorrenza alle catene che offrono il “2×1”; una scommessa tutta commerciale, già vista su questi schermi, che però richiede una cosa, per essere attuata: il capitale, necessario per acquisire le quantità di beni necessarie per fare queste operazioni”.

“Chi guarda verso realtà che si muovono in questa direzione” in altre parole, sarebbero proprio i sindacati, “non certo lo scrivente Commissario” scrive Stefanori. “Si fa di tutto, infatti, per negare supporto a servizi ampiamente richiesti dalla cittadinanza, quale il Recup: il comunicato si duole del suo mancato sviluppo, ma omette di ricordare che sono proprio talune organizzazioni sindacali ad osteggiarlo, con forza, impedendo l’assegnazione dei dipendenti a questo servizio”.

Secondo Stefanori, i cittadini romani sarebbero consapevoli di questa situazione e delle relative responsabilità e affonda il coltello: “Non sta a me ricordare che la petizione pomposamente lanciata il 28 gennaio su change.org è inchiodata, da settimane, a 1239 sostenitori (su 3 milioni di abitanti e 5 milioni di utenti giornalieri della città)” scrive l’ex commissario, che si lascia quindi andare a una chiosa di perfido sarcasmo: “Assicuro che i miei amici che studiano le formiche strabiche della Nuova Zelanda hanno maggiori supporters”.

“In realtà, si sta cercando ancora una volta di difendere i privilegi di pochi, che potrebbero continuare a sussistere solo con il sacrificio di tutti gli altri, cioè i farmacisti e gli altri dipendenti volenterosi” conclude Stefanori, sovvertendo la narrazione delle sigle sindacali. “Su questo, effettivamente, non sono d’accordo. Nella mia vita professionale ho sempre difeso chi lavora, e continuerò a farlo”

La chiosa finale Stefanori la riserva alle accuse rivolte  alla Giunta Raggi contenute nel comunicato sindacale: “Ricordo che tutte le Giunte precedenti” conclude Stefanori “conosciuti i problemi di Farmacap e gli interlocutori, hanno deciso la vendita dell’Azienda. Qualcuno si chieda perché”.

 

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