Trizzino a Cosmofarma: “La farmacia? Il controllo deve essere dei farmacisti”

Trizzino a Cosmofarma: “La farmacia? Il controllo deve essere dei farmacisti”

Roma, 15 aprile – “Avere a che fare con un unico soggetto che rappresenta praticamente tutte le farmacie è un vantaggio enorme perché facilita l’interlocuzione e il dialogo sui temi di comune interesse”. Così, parlando da medico ( categoria divisa in una miriade di sigle) e anche da esponente politico, il deputato del M5S Giorgio Trizzino (nella foto)  si è rivolto alla platea dei farmacisti presenti al convegno  dedicato al 50° della Federfarma celebrato sabato scorso nella cornice di Cosmofarma, la più importante manifestazione della filiera del farmaco conclusasi ieri a Bologna.
Trizzino, al centro delle cronache di categoria degli ultimi tempi per la sua proposta di legge che prevede l’introduzione dell’obbligo del 51% delle quote di una società proprietaria di farmacie in capo a farmacisti iscritti all’Albo, ha riproposto integralmente il suo intervento sul suo account Facebook. Eccone un’ampia sintesi.

Trizzino ha ammesso di aver realizzato l’importanza della farmacia come presidio di sanità capillarmente diffuso sul territorio solo recentemente, grazie alla sua attività di parlamentare, che gli ha permesso di  “riconoscere che la farmacia ha una fondamentale funzione sociale: per le persone più fragili, per gli anziani, per le famiglie è un importantissimo punto di riferimento, a fronte della difficoltà del Servizio sanitario nazionale di garantire attenzione e risposte tempestive a tutti”.
“Sono convinto che la farmacia possa, e anzi, debba dare un contributo importante nell’avvicinare la sanità ai cittadini, consentendo loro di curarsi al meglio e di fare prevenzione nel modo più semplice, economico e agevole possibile” ha affermato ancora Trizzino, che – proprio partendo “dall’importanza della funzione sociale e sanitaria della farmacia” –  ricorda di aver portato avanti in questi mesi “una battaglia per far sì che l’ingresso delle società di capitale nel vostro settore non determinasse uno stravolgimento del ruolo e dell’impostazione professionale dell’attività delle farmacie. Come forse già sapete” ha aggiunto il deputato pentastellato “nelle scorse settimane ho presentato una proposta di legge che prevede che «i soci rappresentanti almeno il 51 per cento del capitale sociale e dei diritti di voto, debbano essere farmacisti iscritti all’albo o società interamente detenute da farmacisti iscritti all’albo».
Per Trizzino, è incomprensibile che per le farmacie non si sia adottato lo stesso criterio utilizzato “quando si è affrontato il tema delle società di avvocati”, per le quali è stato previsto che i 2/3 del capitale sociale siano detenuti da soci avvocati, “mentre quando si è trattato di regolare le società titolari di farmacia si sia lasciata mano libera al capitale, consentendo ai grandi gruppi di acquisire il 100% della proprietà delle farmacie con l’unico paletto di non acquisire più del 20% delle farmacie esistenti in una Regione”.
Un paletto che Trizzino giudica in tutta evidenza insufficiente: “Se vogliamo valorizzare la farmacia come presidio sanitario, mettendo al primo posto la professione e non il profitto” ha infatti affermato il deputato palermitano “la farmacia deve essere, per lo , controllata dai farmacisti.
È necessario mettere un argine al dilagare delle multinazionali che trasferiscono i propri profitti all’estero e privano il settore di risorse che sono invece necessarie per potenziare il servizio, ammodernarlo, migliorandone l’efficienza, senza snaturarne però la natura e l’approccio professionale nei confronti delle esigenze del cittadino”.
Per trizzino, “è necessario anche mantenere l’efficienza complessiva e la capillarità del sistema. Non ci servono poche grandi farmacie nelle zone commercialmente più appetibili, sul modello dei drugstore americani, in grado di sbaragliare la concorrenza; abbiamo bisogno di tante farmacie efficienti, gestite da professionisti, presenti ovunque, attente ai bisogni delle persone”.
Il deputato M5S ha fatto anche cenno a un altro forte rischio che il capitale porta con sé,  quello delle “infiltrazioni malavitose e del riciclaggio di denaro sporco”.

“È una battaglia dura e difficile, come dimostra la difficoltà di far passare misure che arginino lo strapotere del capitale” ha  quindiricordato Trizzino. “Abbiamo visto come l’emendamento approvato in Commissione alla Camera sul 51% ai farmacisti sia stato poi espunto prima dell’approvazione da parte dell’Aula. Ci sono interessi di grandi gruppi che premono per avere il controllo delle farmacie”.

Ribadito, in conclusione, tutto l’impegno “a difendere il principio dell’autonomia professionale della farmacia in cui credo, come ho dimostrato con l’attività parlamentare di questi mesi. Confido nel vostro sostegno in questa battaglia nel comune interesse di avere una farmacia professionale, capillare, pulita e onesta e vicina alle persone”.

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