Coordinamento sanitàdelle Regioni, il Venetoverso l’estromissione

Coordinamento sanitàdelle Regioni, il Venetoverso l’estromissione

Roma, 9 settembre -“È molto probabile che ci tolgano il coordinamento della Sanità”. Lo sostiene,  in un’intervista all’agenzia giornalistica Agi, Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Veneto e attuale coordinatore della Commissione sanità della Conferenza delle Regioni.
 “La nostra estromissione dal ruolo-guida sulla sanità nella Conferenza Stato-Regioni è una conseguenza politica delle ultime elezioni regionali” spiega Coletto. “La materia assorbe l’80% dei bilanci regionali, le Regioni di centrosinistra se la riprendono. Ma è una beffa, aggiunta al danno dei nuovi tagli lineari, indiscriminati, che il Veneto subirà nonostante sia una regione-modello in questo campo. Basti pensare che il nostro parametro di ospedalizzazione è dell’89 per mille, contro una media nazionale del 140”,
Eppure la logica dei costi standard – aggiunge Coletto – è completamente rinnegata e si infliggono gli stessi tagli a tutti. Il risultato è che si sta portando la sanità italiana pericolosamente vicina alla Grecia e al limite di rapporto pil-investimenti del 6%, indicato come la soglia sotto la quale comincia a scendere l’aspettativa di vita degli assistiti, contro il 9% dedicato dai paesi più avanzati, come l’Olanda”.
Nel luglio 2014 le Regioni siglarono col governo il Patto della salute” ricorda ancora Coletto “con il quale si stabiliva che i risparmi che si realizzavano in sanità rimanevano all’interno della spesa sanitaria e gli importi annuali del fondo sanitario nazionale. Per 2014 il totale venne portato da 109,9 a 113 miliardi. L’ultima manovra economica lo ha riportato a 109,9, differendo al 2016 il previsto incremento, e si prevedeva incremento di 3 miliardi. L’ultima manovra è andata a tagliare l’importo del fondo sanitario a quota 109,9, invariato su 2014. Mentre per il 2016 si torna a 113. Ora noi diciamo: che programmazione si può mai fare se a metà anno ti tagliano i fondi?”.
I tagli imposti dal governo incideranno sostanzialmente sulle linee-guida del vecchio decreto Balduzzi: meno primariati, meno posti letto, da ridurre dal 4 al 3,7 per mille. E poi la chiusura delle case di cura che abbiano meno di 40 posti letto per malati acuti. Ma queste voci di spesa, in Veneto, sono già ottimizzate. “Ora la manovra ci chiede di insistere, ma così li trasforma tutti in tagli indiscriminati”.
“Il governo sa – sottolinea Coletto – dove sono, in Italia, le vere criticità, dove c’è una rete ospedaliera sovrabbondante, dove manca la centrale-acquisti, dove c’è grasso che cola e dove no, conosce le situazioni, per intervenire basterebbe poco. Se vogliamo combattere la cosiddetta medicina difensiva e lasciare la libertà al medico di prescrivere gli esami che veramente servono, va fatta norma nazionale che dia protezione ai sanitari ed eviti i continui ricorsi da parte dei pazienti sempre più incattiviti. E pensare che tuttora i nostro sistema sanitario è il migliore a livello europeo”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi