Sostituibilità farmaci, la Snami: “A rischio gestione delle terapie”

Sostituibilità farmaci, la Snami: “A rischio gestione delle terapie”

Roma, 15 settembre – Fornire un’informazione più chiara e puntuale sui farmaci e sulla loro sostituibilità. È l’obiettivo dell’iniziativa assunta dallo Snami, il  Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, che sta conducendo da maggio scorso una serie di incontri aperti alla popolazione (l’ultimo si è tenuto sabato 12 ad Avellino, il prossimo avrà luogo il 19 settembre a Trieste), con lo scopo precipuo di chiarire agli assistiti questo importante aspetto
Uno dei fattori determinanti che ha dato un sensibile contributo al peggioramento delle condizioni di salute di molti assistiti, secondo quanto dichiarato dal presidente Snami Angelo Testa in un’intervista al quotidiano Libero, ” è stata la promozione, non adeguatamente regolamentata da un punto di vista medico, della prescrizione e dell’uso di farmaci equivalenti sostituibili tra loro durante la terapia. Sono due le principali motivazioni che, fino ad ora, hanno guidato questa linea di condotta seguita su scala globale dagli operatori della salute: la prima è determinata dalla precisa richiesta del ministero della Salute di attuare una forte riduzione della spesa sanitaria nazionale, che quindi ‘de facto’ stimola la libera prescrizione (quando possibile) di farmaci equivalenti, tenendo come unico parametro di valutazione la bio-equivalenza.”
“La seconda ragione – afferma ancora Testa al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro  – è data dalla accettazione, a livello generale, del concetto che i farmaci equivalenti siano intercambiabili tra loro durante la fase di terapia poiché, sostanzialmente, identici  in termini di efficacia.”
Da qui l’idea dello Snami di avviare una campagna informativa: i cittadini, come dichiara Testa a Libero, devono sapere che “sostituire il farmaco di partenza, che questo sia generico oppure brand, con un suo equivalente, durante la fase di cura, espone ad un rischio  (non calcolabile), di complicare la gestione farmacologica della malattia e, in alcuni casi, può arrivare a rendere perfino inefficace la prescrizione medica stessa.”
L’obiettivo, dunque,  è quello di “far comprendere l’importanza di una terapia costante nel trattamento delle malattie, soprattutto di quelle croniche, tenendo sempre in giusta considerazione le possibili complicanze cliniche che potrebbero scaturire da un continuo (o anche singolo) cambio di medicinali equivalenti durante la terapia.
“Vi sono molte ragioni oggettive per le quali si può avere l’obbligo di dare un solo tipo di farmaco al paziente” conclude Testa. “Queste motivazioni sono inoppugnabili ed è sulla base di queste che si apre la possibilità di riportare il controllo della terapia nelle mani del prescrittore e rispettare dunque il diritto del paziente ad essere curato nel migliore dei modi possibili”.

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