Appropriatezza  – Esami inutili, in fumo 13 miliardi, li prescrivono 6 medici su 10

Appropriatezza – Esami inutili, in fumo 13 miliardi, li prescrivono 6 medici su 10

Roma, 25 settembre -Gli esami inutili costano all’Italia 13 miliardi l’anno: sono oltre 480 milioni le visite l’anno, 64 milioni gli esami diagnostici in tutto ma tra gli stessi medici più della metà ammette di prescrivere troppo. E le stesse società scientifiche avvertono del rischio che troppe analisi a volte possono fare anche male, come nel caso dell’eccesso di radiografie ai bambini denunciato addirittura da tre associazioni mediche.
L’arrivo del contestato provvedimento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulle prestazioni a rischio di inappropriatezza torna ad accendere un riflettore sul fenomeno, rilevato e “misurato” da un numero sempre più ampio di studi, che confermano come a spingere i medici  all’iperprescrizione sia il riflesso difensivo di non rischiare denunce da parte del paziente.
Uno studio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali condotto su un campione di 1.500 medici ospedalieri in quattro Regioni ha confermato il fenomeno: il 58% degli intervistati ha dichiarato di praticare la medicina difensiva e per il 93% il fenomeno è destinato ad aumentare. Nella lista delle prestazioni più frequenti prescritte anche quando non strettamente necessarie (secondo la stessa autovalutazione dei medici), ci sono nel 33% dei casi gli esami di laboratorio, in ugual misura gli esami strumentali e per il 16% le visite specialistiche. I camici bianchi credono che ci sia una legislazione sfavorevole per il medico (31%), temono di essere citati in giudizio (28%) e lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste da parte del paziente e dei familiari.
Le denunce sugli eccessi di esami si moltiplicano da parte delle stesse società scientifiche. Un paradigma è rappresentato dagli esami radiologici ai bambini, troppi e soprattutto non sempre necessari, secondo quanto rilevato da Associazione italiana di Fisica medica (Aifm), Società italiana di Pediatria (Sip) e Società italiana di Radiologia medica (Sirm), sostiene l’Associazione Italiana di Fisica Medica (Aifm), Società Italiana di Pediatria (Sip). Sono infatti circa 4 milioni ogni anno le indagine diagnostiche di questo tipo effettuate sui più piccoli, spesso non necessarie e  dunque evitabili, senza esporre i piccoli pazienti a inutili rischi per la salute.
Gli esami radiologici eseguiti annualmente nel nostro Paese, sottolineano le tre società scientifiche, ”sono quasi 40 milioni, di cui circa un decimo riguarda gli esami pediatrici” e ”negli ultimi anni si e’ registrato un notevole incremento di esami che utilizzano radiazioni ionizzanti, talora con una dubbia appropriatezza”.
Da qui l’allerta degli specialisti, che ricordano come ”un’ingiustificata esposizione alle radiazioni ionizzanti può aumentare la probabilità di effetti dannosi alla salute nel lungo periodo”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi