Farmaci in gravidanza, buone notizie da studio canadese: antibiotici “sicuri”

Farmaci in gravidanza, buone notizie da studio canadese: antibiotici “sicuri”

Roma, 2 novembre – Da uno studio dell’università di Montreal pubblicato da Pharmacoepidemiology and Drug Safety scaturiscono conclusioni rassicuranti in ordine alla delicatissima questione dell’uso dei farmaci in gravidanza.  I ricercatori canadesi hanno acceso i riflettori su due macrolidi, gli antibiotici più usati insieme alle penicilline durante la gestazione, ovvero la claritromicina e l’azitromicina, studiandone l’utilizzo in una coorte di oltre 135mila donne, di cui circa il 2% era stato esposto a uno dei due farmaci, mentre malformazioni congenite sono state trovate nel 10% del campione. “Cercavamo una corrispondenza tra l’esposizione ed eventuali malformazioni del nascituro – spiega Anick Bérard, docente alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Montreal, una delle autrici della ricerca- ma non ne abbiamo trovate“.
Secondo l’ampio studio canadese, il fatto che in altre ricerche fosse emerso un effetto negativo dei macrolidi sui nascituri deriva da fattori confondenti, come il fatto che sono usati ad esempio per trattare le infezioni da clamidia, una malattia che a sua volta può causare malformazioni dei feti.
Sul ‘fronte’ degli antibiotici, che negli Usa secondo lo studio sono usati dal 40% delle donne in gravidanza, l’analisi canadese si aggiunge a quelle sulle penicilline, l’altra categoria più usata, di cui non è stato trovato alcun effetto sulla gestazione.
Per i medici e le donne che, negli USA,  hanno dubbi e timori nel prescrivere e assumere farmaci in gravidanza,  l’Fda ha preparato una apposita app, mentre in Italia, come è noto, l’argomento è da tempo saldamente “presidiato” dall’Aifa, che da tempo ha dato vita a una campagna permanente di informazione, dando vita al sito  ‘Farmaci e gravidanza’ (http://www.farmaciegravidanza.gov.it), dove  è possibile cercare per patologia o per principio attivo tutte le informazioni sull’utilizzo in gestazione o durante l’allattamento.
Dall’ultimo aggiornamento riportato sul sito è possibile vedere ad esempio che anche alcuni psicofarmaci usati per la depressione possono essere assunti dalle donne incinte.
Un altro mito da sfatare su questo tema, hanno sottolineato le ricerche più recenti, è quello che per le donne che scoprono in gravidanza di avere un tumore si impone una scelta tra cure e gestazione. Uno studio su 129 donne presentato all’ultimo congresso della società europea di Oncologia medica ha infatti dimostrato che, almeno in alcuni casi, la chemioterapia non influisce sullo sviluppo dei feto.

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