Papilloma virus, allarme degli oncologi: Italia lontana da 95% di copertura vaccinale

Papilloma virus, allarme degli oncologi: Italia lontana da 95% di copertura vaccinale

Roma, 23 febbraio – Anche gli uomini sono a rischio papilloma virus: un maschio ha anzi una probabilità cinque volte superiore rispetto alla donna di infettarsi e spesso non è consapevole di essere portatore del virus, tra i principali responsabili dei tumori cervicali. Ma a oggi, secondo quanto riferisce un lancio dell’agenzia DIRE, solo Liguria, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Calabria, Molise e in Sardegna le Asl di Sassari e Olbia hanno esteso l’offerta gratuita e attiva ai ragazzi nel dodicesimo anno di vita.

“Siamo ancora molto lontani– spiega Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom, l’Associazione degli oncologi italiani – dall’obiettivo fissato di una copertura pari al 95%. La vaccinazione è indicata sia nei maschi che nelle femmine a partire dai 9 anni di età. La decisione di alcune Regioni di includere gli uomini è un provvedimento importante che dovrà essere esteso anche al resto del territorio – conclude l’oncologo – per portare a una riduzione significativa del numero di cittadini infettati e portatori del virus”.

Una conferma alle parole di Pinto arriva dagli Usa, dove la raccomandazione del vaccino contro il papilloma virus ha fatto crollare di due terzi l’incidenza delle infezioni da Hpv. Il dato emerge da uno studio del Cdc, i Centers for desease control e prevention degli Stati Uniti, pubblicato dalla rivista Pediatrics, a dieci anni dall’introduzione dell’immunizzazione. L’analisi, secondo quanto riferisce una nota Ansa, ha esaminato i dati sulla prevalenza del virus nelle ragazze e nelle giovani donne tra il 2003 e il 2006, anno di introduzione della raccomandazione, e tra il 2009 e il 2012. Nella fascia tra 14 e 19 anni la presenza del virus è diminuita del 64%, mentre in quella sopra i 20, in cui il tasso di vaccinazione è molto più basso, c’è stata comunque una riduzione del 34%. I numeri, affermano gli autori dello studio, sono addirittura migliori di quelli attesi. “Il fatto che vediamo una diminuzione maggiore di quella che aspettavamo coi tassi di vaccinazione che avevamo – scrivono – suggerisce che ci potrebbe essere qualche effetto di immunità di gregge, e che il vaccino inizia a essere efficace anche prima di terminare la serie di iniezioni. “Il vaccino per l’Hpv è uno dei più controversi negli Usa, in ragione del fatto che i medici sembrano essere piuttosto riluttanti a consigliarlo, per non dover affrontare il tema spinoso della sessualità delle adolescenti, dato che il virus si trasmette per via sessuale.

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