Roma, 15 aprile – Farmacieunite rompe gli indugi e in un comunicato diffuso ieri esprime una critica radicale alle politiche di rappresentanza della farmacia di Federfarma.
Il sindacato presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto), registrato il disappunto espresso da molti farmacisti a seguito della puntata di Ballarò del 12 aprile, nel corso della quale – scrive Muschietti – “la categoria si è vista difendere più efficacemente da un Governatore regionale piuttosto che dalla propria rappresentante sindacale”, sceglie di entrare in tackle robusto, criticando quello che definisce “il proclama di Federfarma sulla piattaforma di contrattazione della nuova Convenzione”, ovvero la proposta del sindacato nazionale dei titolari, annunciata solo due giorni fa, di “riportare gli innovativi in farmacia in regime Ssn e non più in distribuzione per conto. Riavvolgere, dunque, il nastro degli ultimi quindici anni e ritornare allo status quo ante, dopo che per anni la parte pubblica, quasi indisturbata, si è concentrata ed organizzata nella distribuzione diretta. “
“Peccato che, a 6 ore di distanza dal proclama, su Sanità24 sia stato pubblicato un articolo, a firma Roberto Turno, che illustra in modo drammaticamente chiaro le richieste delle Regioni” attacca Muschietti “in particolare quelle relative alla revisione dei tetti della spesa farmaceutica, con l’ospedaliera che si vorrebbe oltre che raddoppiata (dal 3,5% al 7,35%) e la convenzionata territoriale quasi dimezzata (-40%) (cfr. al riguardo RIFday di ieri: Ecco la governance alla quale pensano le Regioni).
Muschietti ricorda anche le altre misure: sui farmaci a brevetto scaduto, listini giù subito anche se non c’è il generico e il pagamento per “risultato”, “una sorta di sperimentazione gratuita il cui monitoraggio, ovviamente, non sarebbe affidato alle farmacie territoriali.”
Alla Federfarma che annunciava il giorno, insomma, le Regioni hanno risposto dicendo notte. “È naturale a questo punto, chiedersi se la piattaforma convenzionale proposta da Federfarma voglia rimanere un libro dei sogni, immaginato da chi in farmacia passa solo qualche ora ogni tanto o se, invece, gli obiettivi del farmacista che opera quotidianamente in farmacia siano totalmente disattesi e distanti da chi lo rappresenta” chiede causticamente Muschietti, che
accusa apertamente Federfarma di non essere stata in grado di recepire le trasformazioni degli ultimi anni, ignorando ogni avviso di cambiamento. “I difetti della principale organizzazione sindacale sono quelli, ormai endemici, di attardarsi in discussioni estenuanti fino all’approvazione di un qualcosa che alla fine della discussione appare già superato” scrive Muschietti, per il quale serve un approccio diverso, se si vuole recuperare il rapporto con le nuove generazioni. Per Muschietti, servono più velocità e meno indugi e serve soprattutto che le forze positive della categoria si guardino intorno e si mettano insieme “per drizzare la barra, prima che sia la Barra a drizzare le nostre farmacie”.
Da qui la chiamata a raccolta di Farmacieunite chiama a tutti i “colleghi di buona volontà, perché solo valorizzando e supportando una forza sindacale nuova e propositiva come Farmacieunite, si tenti una strada dignitosa che, prendendo coscienza delle nuove dinamiche che investono il settore, sappia imboccare un percorso efficace. E finalmente vincente.”
Muschietti, però, non si risparmia una chiosa che – nonostante il tentativo di dissimularla come “un consiglio amichevole dal presidente di Farmacieunite alla presidente di Federfarma” – è in tutta evidenza scritta intingendo la penna nel veleno: “Cara Annarosa, evita di andare troppo in tv e sulla stampa, perché ogni tuo intervento contribuisce a sfatare il mito della potente lobby dei farmacisti che, in questo momento, è l’unica forza che ci rimane.”


