Roma, 20 aprile – La miscela è letale, fatta di “ingredienti” come la perdurante crisi economica, l’implacabile, costante erosione della spesa farmaceutica in regime di Ssn, i costi di locazione che a ogni scadenza di contratto lievitano raggiungendo livelli insostenibili e il calo del bacino di utenza per il progressivo spopolamento delle zone centrali della città.Un mix velenoso, che – dopo averne “paralizzate” molte – rischia di uccidere le farmacie del centro storico della Capitale d’Italia.
A lanciare l’allarme è stato ieri Vittorio Contarina (nella foto), fornendo al quotidiano di settore farmacista33 una serie di cifre che fotografano una situazione drammatica: “Sui 700 esercizi di Roma ben il 30% è in crisi, 10 sono in agonia e il presidio di Piazza Barberini è già fallito” dichiara il presidente di Federfarma Roma. “Gli affitti del centro, e non si parla di centro storico, sono altissimi. Si pagano 8.000 euro per 50 metri quadri in zone che ormai, tra residenti e uffici che si spostano verso la periferia per lo stesso motivo, si stanno spopolando e dove il servizio non è più necessario.”
La giusta contraria per arginare il fenomeno, secondo Contarina, è quella di sbloccare il decentramento delle sedi, fermo per via del concorso straordinario, individuando nuove sedi nelle zone periferiche di nuova urbanizzazione. Si tratterebbe, insomma, di consentire fin da subito alle farmacie del centro che versano in difficoltà o sono addirittura agonizzanti di spostarsi nelle zone in espansione alla periferia della città, dove ci sono nuove abitazioni e dove potrebbero offrire un servizio, garantendosi al contempo la sopravvivenza.
La situazione delle farmacie è molto cambiata, spiega Contarina, non sono più “le aziende solide e ricche, come è ancora nell’immaginario collettivo, […] in alcuni casi la retribuzione del titolare è inferiore allo stipendio del collaboratore”.
Non è dunque pensabile, secondo il presidente dei titolari di Roma, attendere la conclusione del concorso straordinario (che nel Lazio ha peraltro appena concluso le procedure di interpello, NdR) per riattivare le procedure di decentramento, perché – spiega – “nel frattempo le farmacie del centro morirebbero. Vanno cercate altre sedi che non siano state messe a concorso, magari nelle zone più periferiche di recente urbanizzazione dove la popolazione è in aumento e non ci sono ancora le farmacie sufficienti per garantire il servizio.”
Al riguardo, Contarina annuncia di voler inoltrare al prossimo sindaco della Capitale la richiesta di far ripartire con urgenza le procedure di decentramento, “individuando nuove sedi che consentirebbero ai farmacisti che non possono più permettersi gli affitti del centro di trasferire la loro attività e sopravvivere.”


