Ricerca, troppi limiti ai test su animali, procedura di infrazione Ue contro l’Italia

Ricerca, troppi limiti ai test su animali, procedura di infrazione Ue contro l’Italia

Roma, 29 aprile – La Commissione europea ha avviato due nuove procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia. Bruxelles ha richiamato il nostro Paese con una messa in mora a causa della legge per la protezione degli animali utilizzati ai fini della sperimentazione scientifica, che pone secondo l’esecutivo “limitazioni eccessive” al loro utilizzo, rispetto a quanto stabilito dalla direttiva comunitaria in materia, penalizzando così la ricerca in Italia.

Ne riferisce Eunews (sito con sede a Bruxelles specializzato in informazioni sull’Europa e le istituzioni comunitarie), precisando che diversi enti di ricerca italiani si sarebbero lamentati affermando di essere penalizzati rispetto agli enti di altri Stati membri, dove i limiti alla sperimentazione sugli animali sono meno stringenti.

Un’altra messa in mora è partita per la mancata trasmissione del programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi. Attese entro agosto 2015, le informazioni sul programma sono state fornite solo a febbraio e manca ancora la Valutazione ambientale strategica (Vas), le considerazioni ambientali richieste prima dell’attuazione del piano di smaltimento dei rifiuti, e la consultazione pubblica sui siti di stoccaggio. Il governo di Roma si è detto pronto a fornire i dovuti chiarimenti sperando di poter chiudere immediatamente la procedura.

Chiusa invece la procedura d’infrazione sulle buste di plastica non biodegradabili. Nel 2007 l’Italia le aveva messo al bando per motivi ambientali, in assenza però di un mercato di prodotti equivalenti biodegradabili. Il provvedimento è stato eliminato in quanto nel frattempo l’Unione europea ha varato un nuova direttiva che va nella direzione della legislazione italiana.

Tra aperture e chiusure le infrazioni contro Roma, dopo la decisione del collegio dei commissari di ieri, sono scese nel numero totale arrivando a 80, il minimo storico per l’Italia.

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