Farmaci: 7000 in sviluppo, aumenta l’attenzione alla farmacologia di genere

Farmaci: 7000 in sviluppo, aumenta l’attenzione alla farmacologia di genere

Roma, 24 giugno – Sono oltre 7.000 i farmaci, soprattutto biotech, in sviluppo nel mondo, con terapie allo studio sempre più mirate e personalizzate e una ricerca sempre più attenta alla “farmacologia di genere”: sono infatti 850 i farmaci studiati nelle donne: nel diabete, nei tumori, nelle patologie muscolo-scheletriche, in quelle autoimmuni.

Sono solo alcuni dei numeri diffusi ieri a Roma dall’assemblea pubblica di Farmindustria tenutasi ieri a Roma,  tra i quali spicca il dato dei 93 nuovi farmaci (70 dei quali a base di nuove molecole e con nuove indicazioni) approvati nel 2015 dall’Ema, la European medicines agency. Dieci anni fa i nuovi prodotti erano soltanto 20.

Lo sviluppo di un nuovo medicinale, è stato ricordato, richiede tempi molto lunghi (10-15 anni), investimenti molto ingenti (fino a 2,5 miliardi) ed è un percorso estremamente selettivo e incerto: solo una sostanza su 10 mila tra quelle sulle quali vengono avviate ricerche arriva a essere un farmaco che raggiunge il mercato. Anche in caso di primi esiti di studio promettenti, dopo la prima fase di sperimentazione solo il 4% delle molecole diventa medicinale.

Sempre nel 2015, l’ autorità regolatoria statunitense, la Food and drug administration, ha approvato 16 farmaci ‘first-in-class’, capostipiti di nuove categorie terapeutiche, 21 per malattie rare e 27 con la cosiddetta fast track, la speciale procedura per accelerare l’accesso ai medicinali destinati a esigenze mediche non soddisfatte.

Ma sono all’orizzonte anche nuove e importantissime novità, come la registrazione di anticorpi monoclonali per combattere l’Alzheimer e le demenze in genere, i tumori (ad esempio carcinoma mammario, polmone, colon-retto, pancreas, rene e melanoma), l’ipercolesterolemia e l’asma.

I dati evidenziano anche il ruolo crescente dei farmaci biotech, che oggi rappresentano il 20% di quelli in commercio, il 40% dei nuovi autorizzati e il 50% di quelli in sviluppo. Le biotecnologie sono il presente della ricerca farmaceutica e saranno ancora più importanti in futuro, ad esempio per dare risposte alle malattie rare, per le quali costituiscono spesso l’unica possibilità di cura.

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