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lunedì 15 Luglio 2024
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Osteoporosi, proposta Sifac di screening in farmacia per prevenire (e risparmiare)

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Roma, 1 luglio – Uno screening rapido e veicolabile gratuitamente a tutti i cittadini sopra i 50 anni in farmacia, per individuare precocemente i soggetti a rischio di osteoporosi.

Questa la proposta della Società italiana di Farmacia clinica (Sifac): un questionario che permetta di calcolare il rischio di frattura secondo l’algoritmo Frax, strumento validato dall’Organizzazione mondiale della sanità, da impiegare direttamente in farmacia anziché nei centri dell’osteoporosi. Con un duplice vantaggio: ridurre il ricorso a esami diagnostici in soggetti a basso rischio di frattura da osteoporosi e al tempo stesso intercettare precocemente gli individui apparentemente sani, ma in realtà ad alto rischio, per indirizzarli subito verso cure preventive, massimizzandone l’efficacia.

Un approccio che – secondo Sifac – porterebbe un risparmio per il Servizio sanitario nazionale, grazie a un minor numero di esami e, soprattutto, a una riduzione delle fratture il cui trattamento determina costi, economici e sociali, elevatissimi.
“Un primo studio pilota, condotto da Sifac, si è concentrato soprattutto sulla fattibilità tecnica di questo approccio, con ottimi risultati, confermando che le farmacie di comunità rappresentano il luogo ideale per condurre un simile screening” spiega in una nota alla stampa Corrado Giua Marassi (nella foto),  presidente di Sifac. “Ora vogliamo proseguire con una valutazione di tipo farmaco-economico.”
Il primo impatto che la società intende valutare è quello nel breve termine, legato alla riduzione di esami diagnostici come la densitometria ossea e allo snellimento delle liste d’attesa.

“Se la razionalizzazione dei criteri di accesso alla densitometria, prevista dai Livelli essenziali di assistenza del ministero, ha portato a una riduzione della spesa sanitaria stimata essere attorno al 10%, questo tipo di screening potrebbe avere un effetto ancora maggiore” aggiunge Giorgio Gandolini, coordinatore dello studio Sifac. “A questo risparmio nell’immediato andrebbe poi aggiunto quello, visibile nel lungo termine, ottenibile dalla riduzione delle spese derivante dalla più efficiente prevenzione delle fratture”.

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