USA, individuato super-batterio capace di resistere ad antibiotici vecchi e nuovi

USA, individuato super-batterio capace di resistere ad antibiotici vecchi e nuovi

Roma, 1 settembre – Un batterio Escherichia coli con due geni che lo rendono resistente sia agli antibiotici ad ampio spettro come i carbapenemi sia alla “vecchia” colistina (antimicrobico diventato l’ultima linea di difesa nel trattamento di infezioni causate da batteri Gram-negativi resistenti a molte classi di antibiotici e in particolare da enterobatteri non rispondenti ai carbapenemi) è stato individuato in un paziente americano da un équipe di ricercatori della Rutgers University di Newark (New Jersey).

Ne riferisce un articolo pubblicato da mBio, la rivista on line open-access della American Society for Microbiology.

Il ceppo batterico è stato isolato nel 2014 in un uomo di 76 anni colpito da un’infezione con complicanze del tratto urinario, ma è stato analizzato approfonditamente soltanto nel 2016. Nel microrganismo è stata scoperta la presenza di due geni, Mcr-1 e blaNdm-5, che conferiscono la capacità di resistere il primo alla colistina e il secondo ai carbapenemi.

Il batterio in questione ha poi risposto a una terapia con altri agenti antimicrobici e l’infezione è stata trattata con successo, ma la sua individuazione suona come un allarme e, per i ricercatori, rappresenta un esempio della necessità di monitorare e tenere traccia di tutti gli organismi multiresistenti.

La buona notizia è che questo batterio non ha causato grandi epidemie di infezioni farmaco-resistenti“ spiega uno degli autori della ricerca, Barry Kreiswirth. “La cattiva notizia, alla luce del fatto che questa infezione si è verificata due anni fa, è che sicuramente ci sono in giro altri ceppi che non abbiamo ancora individuato, che probabilmente già si trovano nelle nostre comunità.”

“La loro diffusione ulteriore potrebbe portare a una situazione in cui essenzialmente diviene difficile se non impossibile trattare le infezioni urinarie” conclude Kreiswirth. “Gli sforzi di monitoraggio attivo sono indispensabili per determinarne la prevalenza e prevenire la loro diffusione“.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi