Bayer insiste e aumenta l’offerta per acquistare Monsanto

Bayer insiste e aumenta l’offerta per acquistare Monsanto

Roma, 7 settembre – Bayer non molla la presa e rilancia su Monsanto, il colosso americano delle sementi: l’ultima offerta, secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, lza ancora la posta per conquistare Monsanto: ieri notte la società nata 153 anni fa a Leverkusen si è detta pronta a pagare 127,5 dollari cash per ogni azione del colosso americano delle sementi, per un prezzo totale di 64,8 miliardi di dollari (58 miliardi di euro). Quasi un miliardo in più rispetto ai 64 miliardi dell’offerta, già migliorativa, di luglio. L’operazione attribuisce a Monsanto un valore equity di 56 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti altri 9 miliardi di debito netto.

Bayer ha comunicato che i colloqui tra le due parti “stanno progredendo” anche se termini e condizioni precise dell’eventuale deal “non sono stati ancora definiti”. La nuova offerta comporta un rilancio del 2% rispetto a luglio e del 19% rispetto all’ultima chiusura in Borsa del titolo Monsanto (107,44 dollari). Se si arriverà a un accordo, Bayer diventerà la numero uno mondiale nella chimica specializzata per l’agricoltura (sementi e pesticidi) con un’operazione che sarebbe la più consistente mai varata da una società tedesca.

L’azienda farmaceutica tedesca ha sottolineato di essere pronta a pagare questo prezzo per Monsanto “solo a patto che si tratti di un’operazione concordata”, aggiungendo che per ora “non c’è alcuna garanzia” in questo senso.

Monsanto ha confermato di aver ricevuto un’offerta migliorata da Bayer e di essere coinvolta in trattative costruttive con i tedeschi, riservandosi tuttavia di valutare “proposte da parti terze e altre alternative strategiche”.

Nella sua nota, Bayer precisa inoltre che le condizioni precise dell’accordo definitivo dovranno essere approvate dal consiglio di sorveglianza di Bayer Ag. Il Gruppo tedesco si è sempre mostrato fiducioso in passato di un via libera da parte delle autorità antitrust, in quanto le due società si completano dal punto di vista dei prodotti e della presenza geografica.

Bayer aveva annunciato a sorpresa di voler acquisire Monsanto in maggio, offrendo 122 dollari per azione, ritenuti però insufficienti dal management del gruppo americano e dal Ceo, Hugh Grant, che hanno respinto l’avance.

Stessa sorte è toccata alla seconda offerta da Leverkusen, alzata a 125 dollari per azione in luglio. In questo caso, però, Monsanto ha acconsentito, poco più tardi, a un parziale accesso alle data room.

Secondo il parere di diversi analisti, Bayer è probabilmente disposta ad arrivare fino a 130 per azione per riuscire nell’impresa anche se negli Stati Uniti si scrive che l’affare andrà in porto soltanto a un prezzo di 135 dollari circa, il target che probabilmente si è proposto Grant per i propri azionisti.

Secondo il Rheinische Post, quotidiano di Düsseldorf, che per primo ha scritto di un possibile rilancio da parte di Bayer, la casa tedesca sarebbe pronta a pagare 130 dollari per azione per una conclusione amichevole delle trattative.

Con l’acquisizione, Bayer salirebbe al vertice della classifica nei prodotti integrati per l’agricoltura, anche se l’operazione è stata fin da subito molto criticata in Europa: Monsanto, leader nella produzione di sementi geneticamente modificate nel mondo, è infatti considerata dai movimenti ambientalisti uno nemici pubblici numero uno (tanto da ribattezzarla, storpiandone il nome, MonSatan e MortSanto). La colpa più grave che le viene imputata è quella di aver invaso il mondo con il  suo Glyphosat, uno degli erbicidi più usati sul pianeta in campo agricolo, fortemente indiziato di essere cancerogeno. Da un’inchiesta di un paio di anni fa di Business Week risultò che Monsanto si colloca al terzo posto tra le aziende più odiate d’America, preceduta solo da British Petroleum e Bank of America a causa dei loro guai ambientali e finanziari.

Le trattative hanno ovviamente prodotto rimbalzi sul mercato finanziario: i titoli Monsanto hanno registrato un trend al ribasso alla Borsa di New York sin dal primo annuncio dell’offerta Bayer e hanno chiuso venerdì (lunedì il Nyse era chiuso per festività) a 107,44 dollari (+0,50%).

Anche Bayer non ha brillato a Francoforte in questi ultimi mesi e quota in ribasso dello 0,84% a 94 euro in mattinata a Francoforte.

Il settore della chimica per l’agricoltura ha un valore mondiale di 85 miliardi di euro circa e attraversa una fase di marcato consolidamento, con il prevedibile passaggio della svizzera Syngenta a Chemchina e l’alleanza in programma tra Dow Chemical e DuPont.

Secondo stime, la popolazione mondiale dovrebbe crescere del 3% a 10 miliardi di persone entro il 2050 mentre la superficie coltivabile continua a diminuire.

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