Europa, consultazione pubblica per (ri)definire i diritti sociali

Europa, consultazione pubblica per (ri)definire i diritti sociali

Roma, 7 settembre – Una consultazione pubblica sui diritti sociali, pilastro europeo. A promuoverla è la Commissione europea, per rispondere a una domanda cruciale per il futuro dei cittadini dell’Unione: i diritti sociali degli europei sono adeguati al XXI secolo? Rispondere è fondamentale proprio per arrivare a definire una serie di principi essenziali per affrontare le sfide nel campo dell’occupazione e delle politiche sociali, definendo appunto un “pilastro europeo” dei diritti sociali.

La consultazione, alla quale possono partecipare cittadini, parti sociali, organizzazioni e autorità pubbliche,si propone lo scopo di raccogliere indicazioni e posizioni di altre istituzioni dell’Unione europea, delle autorità e dei parlamenti nazionali, delle parti sociali, delle parti interessate, della società civile, degli esperti del mondo accademico e dei cittadini dell’Unione, sulla creazione del pilastro europeo dei diritti sociali, fortemente voluto dal presidente Jean Claude Juncker.

L’iniziativa è rivolta alla zona euro, senza tuttavia escludere altri Stati membri che intendano aderirvi.
La consultazione si propone anche di effettuare a una valutazione dell’attuale piattaforma comune di diritti e obblighi comunitari nel campo sociale, per riflettere sulle nuove tendenze nell’organizzazione del lavoro e della società e per raccogliere opinioni e osservazioni sui principi individuati nella prima stesura di massima del pilastro (20 ambiti prioritari di intervento).

I risultati della consultazione contribuiranno alla stesura della proposta definitiva di Pilastro europeo dei diritti sociali che, nelle intenzioni della Commissione, dovrebbe contribuire al Libro Bianco sul futuro dell’Unione economica e monetaria atteso per la primavera del 2017.
Una volta adottato, il pilastro dovrebbe diventare il quadro di riferimento per vagliare la situazione occupazionale e sociale degli Stati membri partecipanti e guidare i processi di riforma a livello nazionale.

La consultazione resterà aperta sino al 31 dicembre 2016 ed è possibile partecipare accedendo a questa pagina, resa disponibile anche in italiano.

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