Fregolent (Pd): “Parafarmacie, questione da risolvere con un nuovo concorso”

Fregolent (Pd): “Parafarmacie, questione da risolvere con un nuovo concorso”

Roma, 21 ottobre – Quello che le parafarmacie siano “un’anomalia tutta italiana” e che, come tale, vada risolta, è come è noto un convincimento saldamente radicato e reiteratamente espresso all’interno del Pd, lo stesso partito che, per ironia della sorte, le parafarmacie le “creò” con Bersani 10 anni fa.

Sulla necessità di risolvere la questione – più volte sollevata dallo stesso responsabile nazionale Sanità del partito, Federico Gelli –  è tornata recentemente anche un’altra autorevole esponente del Pd, Silvia Fregolent (nella foto), già relatrice del ddl Concorrenza alla Camera, che – intervenendo al congresso nazionale delle parafarmacie celebrato a Roma domenica scorsa – ha annunciato l’intenzione di assumere al riguardo specifiche iniziative legislative, indicandone anche ambiti e direzioni, prima tra tutte un intervento di apertura sulla pianta organica. Pienamente coerente – è opportuno ricordarlo – con le dichiarazioni rese appena un mese fa, nel corso di un’intervista a Rai Parlamento, dove la deputata sostenne che, molto semplicemente “la parafarmacia non è una farmacia”, a meno di non liberalizzare le licenze. “E io sarei tranquillamente per farlo, e a quel punto saremmo tutti felici”  affermò testualmente Fregolent. Che ieri – in un’intervista resa a quotidianosanità.it, è tornata sull’argomento.

Per dire, intanto, che all’interno del Pd si sta pensando ad un disegno di legge ad hoc che – per quanto è possibile comprendere – dovrebbe anche prevedere un nuovo strumento concorsuale, con meccanismi di punteggio che assegnino un “premio”  per chi è stato titolare di una parafarmacia nel decennio di esistenza di questo presidio, con “l’idea è quella di valorizzare il lavoro svolto da questi professionisti (i farmacisti delle parafarmacie, NdR). In questo senso credo anche andranno riviste le piante organiche” ha aggiunto Fregolent.
La deputata, in verità, non spiega con sufficiente chiarezza come l’eventuale nuovo concorso andrebbe a integrarsi con quello a carattere straordinario nato dal “Cresci Italia”, che a quattro anni dalla sua nascita ha prodotto solo poche centinaia di aperture di nuove farmacie e continua a navigare in acque rese ogni giorno più tempestose e incerte dal succedersi inesausto dei contenziosi. Fregolent, al riguardo, non sembra offrire indicazioni rassicuranti, anzi: sostenendo la necessità di “fare un tagliando” (?) al concorsone,  pur senza ripartire da zero, la deputata sostiene infatti che bisognerà “certamente” fare controlli “anche sulle assegnazioni passate”, perché  “molti ricorsi al Tar… mettono in dubbio proprio la trasparenza nelle assegnazioni”.

Si tratta di affermazioni che, almeno in questi termini, non solo assomigliano molto al “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” di bartaliana memoria, ma suonano anche come un de profundis per le sorti già traballanti del concorso straordinario in essere.

E non è tutto: la soluzione dell’anomalia parafarmacie, anche per il tramite di un nuovo concorso, per Fregolent dovrà necessariamente intervenire anche su altri punti controversi, come la trasferibilità della titolarità che – afferma testualmente la deputata Pd –  “non può essere ereditaria ma dev’essere rimessa sul mercato”.
Chiarito per l’ennesima volta che la strada per risolvere la vexata quaestio delle parafarmacie  non è quella della liberalizzazione della fascia C “Una sentenza della Consulta lo vieta”, afferma Fregolent, l’esponente del Pd informa di avere “già discusso con alcuni colleghi della Commissione Affari sociali e con il responsabile sanità del Pd  e siamo concordi che questa potrebbe essere una strada per risolvere definitivamente la questione” e manifesta la speranza di poter disporre a breve di “un testo base su cui far partire la discussione”.

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