Ghiani: “Ora basta con calunnie e veleni, i vertici Federfarma la buttano in caciara”

Ghiani: “Ora basta con calunnie e veleni, i vertici Federfarma la buttano in caciara”

Roma, 24 ottobre – Proprio mentre dai quattro punti cardinali della categoria fioccano appelli all’unità della categoria e a “moderare i toni” (difficile dire quanto sinceri e convinti o dettati dalle opportunistiche convenienze del “politically correct“), c’è chi decide di andare controcorrente e di alzare invece al massimo il volume delle polemiche esplose all’interno di Federfarma, dove è in pieno svolgimento lo scontro per aggiudicarsi il controllo del sindacato in vista delle elezioni della prossima primavera: paradigmatico, al riguardo, il controverso svolgimento dell’Assemblea nazionale di martedì scorso.

A uscire dal coro e cantare un’altra canzone è Carlo Ghiani (nella foto), presidente di Federfarma Nuoro e dirigente di lungo corso della categoria, che il 22 ottobre scorso ha indirizzato ai presidenti di unioni regionali e associazioni provinciali di Federfarma una lettera destinata a far discutere molto e probabilmente a lungo.

Perché – a ridurla alla sua essenza – la fluviale missiva è un preciso e micidiale j’accuse contro gli “infami” (sic!) che vanno spargendo a piene mani calunnie e maldicenze all’indirizzo degli “avversari” nella corsa ai vertici al sindacato, ovviamente rimanendo “ben nascosti nel marciume del sottobosco nel quale vivono e prosperano”, scrive Ghiani. Che non esita ad andare oltre, lasciando intendere che i mandanti (perlomeno morali) dei calunniatori in servizio permanente effettivo sono da ricercare proprio tra gli attuali vertici del sindacato.

Il presidente di Federfarma Nuoro denuncia il continuo stillicidio di voci malevole riferite a presunte irregolarità (in ogni caso generiche e mai circostanziate, osserva  Ghiani) verificatesi durante la sua presidenza di Credifarma. Un cumulo di velenosi sospetti che – afferma ancora Ghiani – la stessa presidente di Federfarma Annarosa Racca avrebbe avvallato nel corso dell’ultima assemblea nazionale del sindacato, sostenendo che la finanziaria di categoria “sta risalendo la china in cui era precipitata a causa degli errori della gestione precedente”.

Proprio questa affermazione, con ogni probabilità, è stata il detonatore che ha fatto scattare la reazione di Ghiani, che non ha ovviamente gradito l’esternazione, soprattutto per la sua genericità: “Fuori questi errori“, se davvero ci sono, intima il dirigente sardo nella sua lettera. “In caso contrario, mi vedrò costretto a procedere giudizialmente per diffamazione”.

Asserendo la piena liceità del suo operato, Ghiani va però oltre e – per inceppare i meccanismi di quella che definisce “la macchina del fango che oggi colpisce me ma domani potrebbe essere rivolta contro di te o qualsiasi altro” – informa di avere autorizzato l’attuale AD di Credifarma, Marco Alessandrini (nominato dagli attuali vertici del sindacato e dunque non sospettabile di essere di parte) a fornire ai dirigenti di categoria che le richiedessero tutte le informazioni necessarie a verificare la correttezza del suo operato alla guida della società finanziaria, “fosse anche – scrive il presdiente di Federfarma Nuoro – il semplice rilievo per una spesa fuori luogo”.

Ma l’ex presidente della finanziaria di categoria si sente “in dovere di andare oltre” e, per sgombrare il campo da ogni sospetto, alza l’asticella della sfida: “Depositerò le mie ultime cinque denunce dei redditi e saranno a disposizione dei componenti del Consiglio di presidenza Federfarma presso lo studio dell’avv. Macciotta a Cagliari”. Per consultarle, però, i richiedenti dovranno depositare le loro,  “con allegati i rimborsi spesa che hanno percepito, in tal modo si potrà vedere chi campa di farmacia e chi di sindacato”.

“Io ho autorizzato Credifarma a esibire i miei rimborsi spese e sono a disposizione per un pubblico confronto per discutere le vere cause della crisi della società e come è stata risolta” scrive ancora Ghiani “cose che nessuno a tutt’oggi conosce se non pochi intimi”:

Dopo una stilla di veleno sull’asserita (dalla Racca) “risalita della china” di Credifarma (“Si dice che le due banche socie vogliano abbandonare” buttà lì Ghiani), il presidente dei titolari nuoresi si dice pressoché certo che “i campioni del lancio della calunnia, da vigliacchi quali sono, si guarderanno bene dal disturbare l’AD Credifarma, conoscendo l’infondatezza delle voci che mettono in giro”: il loro unico scopo, sostiene, è quello “di buttarla in caciara e inquinare fin da subito il confronto tra le diverse posizioni che si fronteggiano in vista del prossimo rinnovo degli organi direttivi di Federfarma”.

Definita “scandalosa” la circolare inviata il 20 ottobre da Federfarma, dove si comunica che la relazione della presidente, oggetto di un contestatissimo voto, “è stata approvata a maggioranza”, Ghiani chiude con due frasi che – prima e più che minacciose –  sembrano voler suonare come una sorta di epitaffio: “Non è più tempo né per donne né per uomini della provvidenza, né per chi antepone le proprie ambizioni personali a quelle della categoria, né per chi sembra ritenere che le cariche, anziché l’espressione pro-tempore della fiducia dei colleghi, siano una sorta di proprietà personale conseguita per diritto divino e quindi da conservare a qualunque prezzo e condizione” scrive infatti il presidente di Nuoro.  Per tutti costoro… il tempo è scaduto e confido molto che anche tu voglia fare parte della fitta schiera di coloro che sono finalmente e fermamente decisi a far suonare la campanella del game over.”

La verità, però, è che quella di cui parla Ghiani è una campanella che deve ancora suonare (se mai lo farà), mentre è già suonata – e da un pezzo – quella che ha aperto il match per contendersi il controllo del sindacato. Uno scontro che, come è evidente, si sta giocando senza esclusione di colpi, senza lesinare quelli oltre il limite del lecito.

Sempre a proposito di voci infamanti, infatti, ne girano anche altre, sempre all’indirizzo di un rappresentante dell’opposizione agli attuali vertici, che potrebbero anch’esse sfociare presto in reazioni pubbliche come quella di Ghiani, senza escludere il ricorso all’autorità giudiziaria.

Non bastasse, altre voci, più virali dei social network, parlano di una partita elettorale dove, oltre ai giocatori in campo, ce ne sarebbero altri che, nascosti, sarebbero molto interessati a determinare gli esiti della partita.

Quel che è certo è che i continui richiami all’unità della categoria – gli ultimi in ordine di tempo sono venuti dalla convention Federfarma Servizi-Federfarma.Co tenutasi a Napoli lo scorso fine settimana – suonano molto poco credibili. Si tratta di una semplice opinione, ovviamente. Ma, alla luce del clima che si respira all’interno della categoria, finisce per avere la consistenza di un fatto.

 

La lettera di Ghiani

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