Buone pratiche di distribuzione, presentato il compendio Assoram

Buone pratiche di distribuzione, presentato il compendio Assoram

Roma, 24 novembre – Un compendio, ma in qualche modo e per molti versi anche un vademecum, che si propone di favorire un’ottimale adesione degli operatori alle linee guida europee sulle buone pratiche di distribuzione dei medicinali a uso umano.

Lo ha presentato ieri a Roma l’Assoram, l’Associazione nazionale degli operatori commerciali e logistici, in un convegno tenutosi all’Hotel Bernini che ha fornito anche un’occasione per una ricognizione sulle distorsioni del sistema distributivo e, in particolare, sui cosiddetti “crimini farmaceutici”, che vedono l’Italia in prima fila nelle azioni di contrasto, grazie in particolare al ruolo recitato al riguardo da Aifa e Carabinieri dei Nas.

Il compendio Assoram Buone pratiche di distribuzione farmaceutica offre una lettura delle linee guida europee dal punto di vista degli operatori, con un taglio decisamente pratico, spiegando appunto al distributore come svolgere il proprio indispensabile servizio nel pieno rispetto delle norme ma anche senza correre il rischio di restare impigliato nell’assolvimento di tutti i passaggi burocratici, necessari e inevitabili in ogni settore che – come quello del farmaco – è regolato dalle leggi in modo molto particolareggiato e penetrante.  “Il nostro obiettivo è quello di offrire ai nostri associati e più in generale agli operatori uno strumento concreto di aiuto nell’attività di tutti i giorni, realizzata in uno snodo essenziale del percorso del farmaco” ha spiegato Mila De Iure (nella foto), segretario generale Assoram. “Ma il compendio, proprio per occuparsi delle buone pratiche distributive, finisce anche per essere un punto di partenza per aprire un dibattito con istituzioni e le altre associazioni di categoria. Anche per questo abbiamo già provveduto a consegnarlo a Ministero della Salute, Aifa e Nas”.

E proprio l’Aifa e i Nas sono stati gli altri protagonisti dell’incontro Assoram di ieri. Il maggiore Pasqualino Clemente ha illustrato l’attività operativa nei primi dieci mesi del 2016 dei Carabinieri per la tutela della salute, riassumendola in una serie di numeri molto eloquenti: 12 mila controlli, 8000 illeciti penali, 3900 persone denunciate, 88 arresti, 4,4 milioni di euro di sanzioni irrogate, quasi 250 mila confezioni di medicinali e 663 mila fiale e compresse di farmaci sequestrate, per un valore complessivo di quasi 2,6 milioni di euro.
“Numeri significativi” ha sottolineato Clemente “che evidenziano come i Nas, in collaborazione con Aifa, monitorano il settore con grande attenzione e profondità”. Tanto da avere ormai ben chiara la “fotografia” delle modalità operative dei criminali che nel farmaco hanno trovato un nuovo e lucroso mercato, che – tra contraffazioni e riciclaggio di medicine ad alto costo rubate –  assicura margini di guadagno superiori a quelli della droga, e con minori rischi. “Abbiamo osservato che le organizzazioni criminali attestano le centrali strategico-operative nello stesso Paese dove il prodotto viene poi venduto, mentre l’allestimento dei farmaci contraffatti avviene per lo più in Paesi asiatici e dell’Est” ha raccontato l’ufficiale dei Nas, spiegandone le ragioni: “In questi ultimi Paesi, la normativa di settore è più permeabile, la manodopera è a basso costo e le patenti e i diritti di proprietà  non sono riconosciuti”.

Il direttore dell’ufficio Ufficio qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico, Domenico Di Giorgio, uno dei massimi esperti internazionali in materia di crimini farmaceutici, ha allargato il discorso, passando dalle fattispecie espressamente criminali (furti e contraffazioni su tutti) a quelle modalità operative che non possono essere definite in senso stretto criminali, ma che producono conseguenze ed effetti – in termini di distorsioni distributive che producono fenomeni di carenze e indisponibilità di farmaci sul mercato –  dannose quanto quelle prodotte dai reati conclamati.

“Abbiamo verificato il nesso tra l’esplosione del numero delle autorizzazioni alla distribuzione, legato per lo più al fenomeno delle cosiddette farmacie grossiste, e i flussi in uscita dall’Italia di determinati farmaci, diventati così rilevanti da generare una vera e propria crisi di disponibilità di prodotto sul nostro mercato” ha detto Di Giorgio. “Mi riferisco a farmaci importanti, come il Clexane (enoxaparina sodica, farmaco per il trattamento delle trombosi venose profonde, dell’angina instabile e dell’infarto del miocardio, NdR), che sono prodotti e circolano in quantità adeguate, ma che evidentemente escono dal Paese in quantità tali da lasciare sguarniti gli scaffali del circuito distributivo nazionale”.
Per Di Giorgio, Il contrasto a questi fenomeni passa anche, necessariamente, attraverso la fondamentale collaborazione di tutti gli operatori che lavorano correttamente, nel pieno rispetto delle regole, e che sono ovviamente vittime anch’essi di chi, invece, le leggi le viola o le aggira.

L’alleanza di Nas, Aifa e istituzioni con le aziende private che rispettano le regole è essenziale” ha affermato Di Giorgio al riguardo, ricordando come la collaborazione non manchi. “Un segnale importante è il documento recentemente condiviso con l’intera filiera distributiva, che sancisce diritti e doveri dei distributori intermedi”.

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