Luciani (Umbria): “Polemiche elettorali?  Racca chiarisca se è candidabile o meno”

Luciani (Umbria): “Polemiche elettorali? Racca chiarisca se è candidabile o meno”

Roma, 3 febbraio – “Che mi risulti, ogni elezione – anche quella del presidente del circolo della bocciofila –  è preceduta  da una campagna elettorale. Troverei semmai molto preoccupante il contrario, perché significherebbe che non esistono le condizioni per esprimere liberamente e pubblicamente i propri pensieri, valori, visioni e programmi in relazione alla carica per cui ci si candida. Condizioni che, a farla corta, costituiscono quella che si chiama democrazia. Mi fa dunque sorridere il commento che Annarosa Racca ha riservato alle considerazioni del presidente di Federfarma Torino Marco Cossolo sugli emendamenti al Milleproroghe: nella migliore delle ipotesi è pura tautologia, nella peggiore è il riflesso di una malintesa considerazione del proprio potere, che porta a reagire con spocchia quando si ritiene di essere sotto attacco”.

Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria, interviene con decisione (ma anche un pizzico di malcelato fastidio) sul botta & risposta Cossolo-Racca di questa settimana, che ha praticamente sancito l’inizio ufficiale della competizione elettorale in vista del rinnovo dei vertici del sindacato nazionale dei titolari.

“Cossolo, partendo dal Milleproroghe, ha più che legittimamente evidenziato un preciso deficit di iniziativa sindacale ed espresso una fondata critica relativa alla scarsa considerazione in cui gli attuali vertici hanno tenuto l’Assemblea, ignorandone spesso le istanze” continua Luciani. “Definire le parole del presidente di Torino “solo campagna elettorale, niente di più”, come ha fatto Racca con l’evidente e quasi sprezzante intento di derubricarle a bagattelle di nessun conto, la dice molto lunga su quali siano la cultura sindacale e la consuetudine con le pratiche democratiche dell’attuale presidente. E spiega benissimo perché, all’interno del sindacato, c’è un ormai molto vasto fronte di colleghi che sollecita un cambiamento della governance e un cambio di strategia e di passo nella tutela degli interessi della farmacia privata”.

Per Luciani, non solo è normale ma assolutamente vitale che la prossima scadenza elettorale veda scendere in campo diversi competitori: “La farmacia è nel pieno di una transizione cruciale, trovandosi tra il martello di un rapporto con il Ssn, e in particolare con le Regioni, che va assolutamente e urgentemente ridefinito e l’incudine dell’ingresso delle società di capitale nella proprietà degli esercizi” spiega il presidente di Federfarma Umbria. “Per farvi fronte, dunque, è fondamentale che si mobilitino le energie migliori. Le prossime elezioni per il cambio del vertice nazionale a questo devono servire, al netto di ogni polemica personalistica: mettere in campo idee, strategie, programmi e soluzioni praticabili e sostenibili per tirare fuori la farmacia privata indipendente dal guado in cui rischia di impantanarsi”.

Ben venga la campagna elettorale, dunque, sostiene Luciani, purché affrontata in campo e a viso aperto. E, a questo proposito, Luciani pone la necessità di fare chiarezza fin da subito su chi si candida e per fare cosa. “Ormai è tempo di scoprire le carte” afferma il presidente di Federfarma Umbria “e posso anticipare che nei prossimi giorni l’ampio schieramento di colleghi che aspirano al cambiamento renderà nota la squadra che si candida a guidare il sindacato nazionale, chiedendo la fiducia dei colleghi sulla base di un preciso programma di impegni e obiettivi sul quale verrà aperto un confronto reale e approfondito in tutto il Paese. La speranza è che altrettanta chiarezza ci sia anche dall’altra parte, dove resta ancora da capire se chi guida il consiglio di presidenza uscente abbia o meno i requisiti  per candidarsi nuovamente”.

Il riferimento di Luciani è diretto proprio alla presidente Racca, che avendo alle spalle già tre mandati non potrebbe ricandidarsi. “Anche se il primo non è stato completo, resta il fatto che i mandati svolti dalla attuale presidente sono tre: il primo nel 2008, gli altri a seguire, dopo due elezioni vinte consecutivamente” spiega il presidente dei titolari dell’Umbria. “A termini di statuto, che ritengo di conoscere abbastanza bene, dal momento che ho concorso alla sua riformulazione, Racca non dovrebbe dunque essere candidabile. Se invece lo fosse, per qualche cavillo che francamente mi sfugge, ha il dovere di dirlo subito, uscendo da una reticenza che suona ipocrita ed esclusivamente dettata, essa sì, da calcoli e quelle che si ritengono essere convenienze elettoralistiche. In fondo, la questione è semplice: se davvero ha intenzione di continuare a guidare il sindacato, e sempre che possegga i requisiti per farlo, Racca non deve fare altro che confermarlo pubblicamente, il prima possibile e con la dovuta chiarezza. Ha il dovere di farlo e mi attendo che lo faccia subito, proprio per dare modo al confronto elettorale interno di dispiegarsi nel miglior modo possibile, in un clima privo di veleni”.

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