Rinnovi titolari, tra spaccature e conferme torna in ballo la “candidabilità” di Racca

Rinnovi titolari, tra spaccature e conferme torna in ballo la “candidabilità” di Racca

Roma, 4 aprile  – Prosegue la stagione dei rinnovi dei vertici dei sindacati regionali e provinciali dei titolari di farmacia. In qualche caso (come nel Friuli Venezia Giulia) senza problemi, con la conferma alla presidenza per un ulteriore triennio di Francesco Pascolini. In altri, invece, con più di un problema: è il caso dell’Emilia Romagna, dove il rinnovo delle cariche si è impantanato in un guado dal quale non si come uscire: le votazioni effettuate giovedì scorso hanno infatti confermato la spaccatura netta del sindacato regionale, attribuendo lo stesso identico numero di voti (venti) ad Achille Gallina Toschi e Dante Baldini, i due candidati che concorrono per succedere al presidente uscente Domenico Dal Re, ritiratosi a gennaio scorso dall’agone sindacale dopo la sua nomina nel consiglio di amministrazione dell’Enpaf.

La situazione di assoluta parità – favorita anche dalla circostanza che l’associazione provinciale di Parma non ha potuto partecipare al voto, perché colpita da un provvedimento di sospensione (fino al prossimo mese di maggio) per la sua mancata adesione allo sciopero regionale del 26 gennaio scorso – si  è ripetuta per due votazioni e, al momento, non si vede come si possa uscire dall’impasse, stante l’indisponibilità di entrambi a fare passi indietro o cercare una soluzione di compromesso.

Di fatto, la situazione emiliana rappresenta un inedito, abbastanza problematico da gestire e che (ad annunciarlo è stato lo stesso presidente uscente Dal Re) potrebbe portare a chiedere un intervento di Federfarma nazionale per arrivare a una soluzione.

Quella Federfarma nazionale che, a sua volta, è in piena campagna nazionale per il rinnovo dei suoi vertici, con una serrato confronto a distanza tra i due schieramenti in corsa, quello capitanato dalla presidente uscente Annarosa Racca e l’alternativa rappresentata dal nutrito gruppo di unioni regionali e associazioni provinciali riunite sotto l’insegna Farmacia Futura, che ha il suo front man nel piemontese Marco Cossolo.

Anche qui la contrapposizione – al di là di qualche cortesia di prammatica  – è nettissima e i contendenti affilano le armi in vista del voto ormai prossimo (anche se la data non è stata ancora fissata). Racca sembra intenzionata a giocarsi molte delle sue carte in una sorta di evento show down che si terrà a brevissima scadenza a Roma, nel cuore della Città dei Palazzi, con la presenza della ministra della Salute e molti esponenti politici. Farmacia Futura, invece, è ormai da un mese impegnata in una sorta di “giro d’Italia” di incontri con i titolari per illustrare i suoi programmi di rilancio del sindacato: dopo quelle già tenutesi a Roma e Palermo, il tour farà tappa a Bari il 6 aprile e a Firenze il 19 aprile, per poi chiudersi a Bologna, in occasione di Cosmofarma, il 6 maggio. E, intanto, dalle file del rassemblement che si propone in alternativa ai vertici attuali, si continua a porre il tema dei requisiti di candidabilità della presidente uscente. Si apprende, al riguardo, di una nota ufficiale indirizzata a Racca dai presidenti delle unioni regionali di Liguria, Marche e Basilicata (Elisabetta Borachia, nella fotoPasquale D’Avella e Antonio Guerricchio), per ricordarle che – a termini di statuto – non esistono le condizioni per una sua nuova candidatura. E alla luce della manifestata intenzione di Racca di affrontare comunque le elezioni, sfidando anche la preclusione statutaria, i tre presidenti regionali lanciano alla presidente uscente la proposta di affidare la questione, prima del voto, alla valutazione di un arbitro unico di riconosciuta autorevolezza, scelto di comune accordo tra le parti contendenti, per accertare l’eventuale sussistenza di una condizione di ineleggibilità. Ciò, spiegano Borachia, D’Avella e Guerricchio, allo scopo esclusivo di evitare che la questione finisca inevitabilmente davanti al giudice, con ricorsi  che – a seconda degli esiti delle prossime elezioni Federfarma – esporrebbero il sindacato a pesantissimi danni di immagini e potrebbero anche tradursi in una fase di commissariamento e comunque di paralisi gestionale. Al momento in cui scriviamo, non risulta che la lettera dei tre presidenti regionali, trasmessa alla presidenza Federfarma all’inizio della scorsa settimana, abbia ricevuto risposta.

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