Esoftalmo, risultati promettenti da un anticorpo monoclonale

Esoftalmo, risultati promettenti da un anticorpo monoclonale

Roma, 14 giugno – Un nuovo farmaco sembra poter contribuire a gestire e contrastare le alterazioni a carico degli occhi che caratterizzano in particolare la malattia di Graves, che  continuano a rappresentare un problema in termini di cura.

La cura abituale dell’oftalmopatia tiroidea (o esoftalmo) consiste oggi nella somministrazione di corticosteroidi, che hanno efficacia limitata e possono avere effetti collaterali, specie se somministrati a lungo termine.

Ma ora, secondo quanto riferisce uno studio pubblicato il mese scorso su NEJM da un’équipe coordinata da Terry J. Smith (nella foto) del Dipartimento di Oftalmologia e Visual Sciences del Kellogg Eye Center dell’Università del Michigan, per il trattamento dell’esoftalmo arrivano risultati promettenti da un anticorpo monoclonale denominato teprotumumab

Lo studio, condotto in diversi centri e con un protocollo molto rigoroso, ha preso in esame in totale 88 malati, suddivisi in due gruppi: uno ha ricevuto un placebo e l’altro il farmaco, somministrato per via endovenosa ogni tre settimane fino a un totale di 8 cicli.

Sono stati valutati diversi parametri, primo fra tutti il livello di sporgenza degli occhi. Il 69% dei malati che hanno ricevuto teprotumumab, ha mostrato una risposta alla cura, che si è osservata solo nel 20% trattati con placebo. La differenza è stata statisticamente significativa (p<0.001).

L’effetto della terapia è comparso rapidamente: dopo 6 settimane nel 43% delle persone che avevano ricevuto il teprotumumab si è rilevata una risposta, che invece si è osservata solo nel 4% del gruppo di controllo (p<0.001).

L’unico effetto indesiderato registrato è stata la comparsa di iperglicemia in soggetti che avevano il diabete. Gli autori hanno concluso sottolineando la superiorità del teprotumumab, rispetto al placebo, nella correzione dell’esoftalmo.

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