Hiv, da Gilead Sciences in arrivo farmaco che migliora la terapia

Hiv, da Gilead Sciences in arrivo farmaco che migliora la terapia

Roma, 14 giugno – Un nuovo farmaco per il trattamento dell’infezione da Hiv potrebbe rappresentare un sostanziale miglioramento della terapia.

Lo annuncia la casa farmaceutica Gilead Sciences, che ha organizzato ben quattro studi di fase III nel corso dei quali si sta valutando un regime a singola compressa contenente bictegravir, un nuovo inibitore sperimentale dell’attività di strand transfer dell’integrasi (Insti), e la combinazione emtricitabina/tenofovir alafenamide per il trattamento dell’infezione da Hiv-1.
Si tratta di un nuovo farmaco a base di TAF – il profarmaco di tenofovir (Tfv), principio attivo presente in molti trattamenti consolidati per l’Hiv, che ne consente l’accumulo all’interno delle cellule (concentrazioni 4 volte più elevate) limitandone la presenza nel flusso sanguigno (90% in meno di farmaco nel sangue) – in grado quindi di ridurre la tossicità a livello a livello dei reni e delle ossa nei pazienti con Hiv.
Tre degli studi in corso sono stati concepiti per investigare l’efficacia e la sicurezza della combinazione bictegravir e F/TAF rispetto ai regimi contenenti dolutegravir tra i pazienti naïve al trattamento e tra i pazienti virologicamente soppressi provenienti da un precedente regime antiretrovirale.

Un quarto studio condotto su pazienti virologicamente soppressi confronta il passaggio a bictegravir-F/TAF rispetto alla permanenza in un regime soppressivo composto da due inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa e un inibitore della proteasi.
Questo regime sperimentale a singola compressa riunisce la potenza di un inibitore dell’integrasi – bictegravir – con il consolidato profilo di efficacia e sicurezza del trattamento a base di TAF ed emtricitabina” ha affermato Andrea Antinori, direttore della UOC Immunodeficienze Virali dell’Istituto nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di  Roma. “Sulla base di quanto emerso dai risultati di questi studi di Fase III, la combinazione di bictegravir e F/TAF rappresenta, al momento, un progresso di assoluto rilievo nel trattamento con triplice terapia. La combinazione di bictegravir e F/TAF si è dimostrata non inferiore rispetto a regimi standard of care sia nel trattamento del paziente naïve che nelle persone che cambiano la terapia in presenza di una soppressione virale, e questo significa avere a disposizione una nuova opzione di trattamento, estremamente sicura ed efficace, per una larga parte dei pazienti affetti da Hiv”.
La combinazione bictegravir e F/TAF è risultata ben tollerata in tutti gli studi: nessun paziente ha interrotto il farmaco in studio a causa di eventi renali e non è stata identificata alcuna resistenza emergente al trattamento.

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