Cavone (Ims): “Il futuro è l’aggregazione, in due anni il 20% delle farmacie in catena”

Cavone (Ims): “Il futuro è l’aggregazione, in due anni il 20% delle farmacie in catena”

Roma, 24 ottobre – Il network (o, più in generale, il fenomeno della concentrazione e dell’organizzazione di un’offerta integrata di servizi, scelte gestionali e prodotti) sarà il protagonista del retail farmaceutico già ne prossimi due anni: Ad affermarlo, nel corso del suo intervento alla recente convention  di Federfarma Servizi e Federfarma.Co a Firenze, è stato il senior manager di QuintilesIms Francesco Cavone, che ha confermato una previsione tanto facile da risultare scontata anche per i non addetti ai lavori: l’approvazione della legge 124/17 sulla concorrenza “genererà una spinta propulsiva verso l’associazionismo”, con la necessità di un’intensificazione del rapporto aggregativo, sia in termini quantitativi sia qualitativi. Un fenomeno che Cavone ha anche tradotto in una previsione quantitativa: già nei primi due anni post-legge 124/17, il 20% di farmacie (corrispondenti a 3500-4000 esercizi) farà parte di catene di proprietà.

Un cambio importante di scenario, quindi, anchesecondo la previsione dell’esperto di scenari di mercato “i farmacisti manterranno la proprietà della maggioranza delle farmacie“.

Entrando nel dettaglio dei cambiamenti,  Cavone prevede un sicuro aumento della complessità della composizione del mercato: “Se fino a ieri chi era interessato a costituire dei network erano tendenzialmente soggetti provenienti dalla distribuzione intermedia – cooperativa, internazionale, privata” ha detto il rappresetnate di QuintilesIMS “da oggi si affacceranno sul mercato nuovi player, tra cui fondi, imprenditori locali o internazionali, farmacisti. Per quanto riguarda il lungo periodo, ci aspettiamo che l’interesse da parte dei fondi andrà aumentando“.

Il vento dell’aggregazione soffierà anche sulla distribuzione intermedia, dove continuerà il processo di concentrazione, “già in atto da tempo, e si assisterà a una tendenza ancora più intensa verso la proposta di catene virtuali e/o reali e si andrà sempre più verso lo sviluppo di un’offerta integrata di servizi per i farmacisti, nonché il potenziamento del private label”.

La variabile da valutare correttamente è  capire cosa cambierà per le farmacie: “Nel momento in cui si accentua l’aggregazione, si va in una direzione di forte riconoscibilità e visibilità verso il paziente, in una logica nazionale, con un presidio identificabile attraverso un logo, un layout ma soprattutto uno standard di servizi” ha affermato Cavone. Una previsione di “identità collettiva”, in altre parole, sia pure declinata da ciascun singolo esercizio, che inevitabilmente comporterà anche “una forte delega verso il centro di molte funzioni e un software gestionale unico, ma anche sempre più lo sviluppo del category management“.

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