Studio del ‘Mario Negri’, 2,5 tonnellate di farmaci all’anno nelle acque di Milano

Studio del ‘Mario Negri’, 2,5 tonnellate di farmaci all’anno nelle acque di Milano

Roma, 31 gennaio – Ogni anno Milano scarica nei corsi d’acqua metropolitani 2,5 tonnellate di farmaci, 1,6 quintali di droghe d’abuso e quasi mezza tonnellata di prodotti chimici per la cura della persona.

A rilevarlo e renderlo noto è uno studio dell’Istituto Mario Negri. I ricercatori, riferisce un lancio dell’Ansa, hanno valutato per 5 anni l’inquinamento di farmaci, droghe, disinfettanti, prodotti chimici per la cura della persona, sostanze perfluorurate e plastificanti, oltre a caffeina e nicotina, nel sistema acquifero della grande Milano.

In pratica le acque dei fiumi che percorrono l’area milanese – (l’Olona, il Seveso (nella foto)  e il Lambro – ma anche le acque fognarie prodotte dalla città di Milano e quelle delle falde da cui si estraggono le acque potabili, sono state analizzate per verificare la presenza di circa 80 sostanze.
Le analisi hanno mostrato che Milano scarica ogni giorno nei fiumi circa 6,5 kg di farmaci, 1,3 kg di disinfettanti e di sostanze chimiche utilizzate per la cura della persona, 200 g di sostanze perfluorurate, 600 g di plastificanti e 400 g di droghe di abuso, oltre a circa 13 kg di nicotina e caffeina.

Facendo le somme, significa che nei corsi d’acqua milanesi finiscono circa 2,5 tonnellate all’anno di farmaci, quasi mezza tonnellata di prodotti chimici per la cura della persona, 1,6 quintali di droghe d’abuso.

“Parte del carico di inquinanti” spiega Sara Castiglioni, responsabile dell’Unità di biomarkers ambientali del ‘Mario Negri’  “deriva dai depuratori che ricevono le acque fognarie prodotte dalla città. I depuratori contribuiscono a ripulirle prima del loro scarico nell’ambiente ma solo parzialmente; soprattutto i farmaci, le droghe e i prodotti chimici per la cura della persona permangono nelle acque trattate e sono riversati in canali e fiumi con ripercussioni sugli ecosistemi. A ciò si aggiungono anche altre fonti di inquinamento, tra cui gli scarichi diretti delle attività zootecniche ed industriali”.

Secondo Ettore Zuccato, capo laboratorio di Tossicologia alimentare, “la contaminazione dei fiumi impatta sull’ambiente ma anche sull’uomo, dato che l’inquinamento dei fiumi è correlato a quello delle falde acquifere. Fortunatamente al momento il trasporto di inquinanti sembra riguardare più la falda superficiale e meno la profonda, da cui si ottiene l’acqua per il consumo umano e quindi ad oggi la qualità dell’acqua può definirsi buona”.

Tra gli interventi possibili, c’è in primo luogo quello di regolamentare gli scarichi in ambiente, migliorando le capacità di rimozione dei depuratori e controllando gli scarichi diretti, ma non meno importante è sensibilizzare i consumatori a una maggior attenzione.

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