Roma, 1 febbraio – Due esperimenti condotti in Italia e negli Stati Uniti sono riusciti a ridurre e in alcuni casi a cancellare diverse forme di tumore nei topi utilizzando mix di farmaci, alcuni dei quali già approvati per l’uso sull’uomo. La strada per trasformare questi risultati in cure è ancora lontana, riferisce un lancio dell’agenzia Ansa, ma è sicuramente un passo in avanti molto incoraggiante. Entrambe le ricerche sono state pubblicate sulla rivista Science Translational Medicine.
“Viviamo un momento speciale, in cui la ricerca sta moltiplicando gli arnesi nella ‘scatola degli attrezzi’ per la lotta al cancro” ha osservato Bruno Amati, del dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di Oncologia (Ieo) che ha guidato lo studio italiano, condotto in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).
Lo studio italiano ha utilizzato il mix basato sull’antibiotico tigeciclina, usato finora per curare le infezioni complicate della cute, e il farmaco antitumorale venetoclax, indicato per la leucemia linfatica cronica, su topi con una forma di linfoma umano, quello ‘a cellule B’, arrestando la progressione del tumore e in alcuni casi eliminandolo completamente.
Lo studio americano si è basato sull’immunoterapia dei tumori, il cui obiettivo è risvegliare le cellule del sistema immunitario che il tumore rende dormienti. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford guidato da Ronald Levy, uno dei pionieri dell’immunoterapia del cancro, ha sperimentato con successo, sempre sui topi, che l’iniezione diretta nel sito del tumore di piccole quantità di due sostanze che stimolano il sistema immunitario può eliminare ogni traccia di cancro, comprese le metastasi distanti e non trattate.


