”banner
mercoledì 11 Febbraio 2026
”banner

Farmaci per il diabete negli anziani, studio canadese su come gestirli

banner

Roma, 15 febbraio – Un articolo pubblicato ieri sul sito della Fondazione Serono rilancia lo studio di un gruppo di esperti canadesi sulla gestione dei farmaci per il diabete negli anziani, finalizzato a  fornire indicazioni su come cambiare, ridurre o sospendere alcune cure, adeguando l’insieme dell’approccio all’età.

Lo studio, inserito nell’ambito di un progetto denominato Deprescribing antihyperglycemic agents in older persons “ e pubblicato lo scorso novembre su CFP-Mfc, pubblicazione ufficiale del College of Family Phisicians of Canada,  intende appunto  fornire indicazioni ai medici su come modificare le cure nelle persone anziane, partendo dal presupposto che molte malattie si modificano negli anni e, negli anziani, assumono caratteristiche specifiche che possono richiedere adeguamenti delle cure.

L’intensità della riduzione della glicemia e dell’emoglobina glicata nell’anziano è oggetto di dibattito fra i medici. Mentre in passato le linee guida raccomandavano il raggiungimento di un valore di emoglobina glicata inferiore al 7% nel maggior parte dei malati di diabete, cinque anni fa fu proposta una riduzione nelle persone con età inferiore o uguale a 65 anni. Molte linee guida, internazionali e nazionali, ora raccomandano di ottenere valori di 7.5% negli anziani sani e 8.5% negli anziani con problemi di salute.

La modificazione di questi orientamenti, osserva l’articolo della Fondazione Serono, ha fatto riferimento ai risultati di ricerche cliniche che hanno dimostrato che l’ampliamento dei limiti di normalità di emoglobina glicata non comportava aumenti dei decessi per malattie cardiovascolari o per altre patologie. Inoltre, in particolare per i malati anziani, andare incontro a un episodio di grave ipoglicemia può significare sviluppare danni al cuore e ai vasi, alterazioni delle funzioni cognitive, fratture alle ossa, riduzione della qualità di vita e, come conseguenza più grave, ci può essere il decesso.

Nonostante le indicazioni fornite dalla più recenti linee guida raccomandino scelte ponderate, alcune ricerche hanno confermato che molti anziani con diabete continuano a ricevere cure mirate a ottenere valori di emoglobina glicata inferiori al 7%.

Nel suo lavoro, il team guidato da Barbara  Farrell, del Department of Family Medicine dell’università di Ottawa (Ontario) fornisce una serie di soluzioni per modificare i trattamenti del diabete al sopraggiungere della terza età. Ad esempio, viene suggerito di sostituire un prodotto chiamato glibenclamide con altre molecole simili, ma meno potenti e a effetto meno prolungato, in quanto la prima può favorire la comparsa di crisi di ipoglicemia. Anche la scelta dei tipi di insulina andrebbe adattata, sempre per evitare l’ipoglicemia.

Nel loro articolo, Farrel e soci spiegano che tutti gli adattamenti delle terapie andrebbero discussi con i malati e i loro parenti per spiegare le ragioni delle modifiche e raccogliere bisogni e reazioni degli utenti.

 

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni