Roma, 26 febbraio – Il rilievo era arrivato, sia pure formulato restando rigorosamente nei binari di correttezza e civiltà che debbono sempre informare le relazioni, soprattutto quando coinvolgono profili che rimandano alle istituzioni. Ma era arrivato, forte e chiaro, indirizzato ai rappresentanti di Federfarma occasione dell’ultima seduta del tavolo tecnico sulle indisponibilità dei farmaci istituito dall’Aifa, al quale partecipano tutte le sigle della filiera.
A formularlo, il coordinatore dello stesso tavolo, Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità dei prodotti di Aifa (cfr. RIFday di giovedì 22 febbraio), pronto nel replicare agli allarmi (e ancora di più alle accuse di un presunto immobilismo dell’Aifa) in ordine al ripetersi di situazioni di irreperibilità di farmaci sul mercato nazionale, e a chiedere a Federfarma (alla luce delle dichiarazioni di alcuni suoi esponenti regionali riportate dalla stampa di categoria) di precisare le sue posizioni al riguardo.
La sollecitazione di Di Giorgio, composta nei termini ma ferma, è stata prontamente raccolta da Federfarma (che all’incontro tenutosi la settimana scorsa non aveva inviato rappresentanti politici, ma un dirigente degli uffici). Il presidente Marco Cossolo (nella foto).
ha così indirizzato al dirigente Aifa le (a quel punto) necessarie precisazioni volte a comprendere la posizione ufficiale del sindacato dei titolai sul ruolo, la funzione e il lavoro svolto dal tavolo tecnico.
“Confermo che Federfarma ha visto nell’istituzione del tavolo tecnico sulle indisponibilità una fondamentale risposta istituzionale a un problema che la Federazione segnalava da tempo nelle varie sedi, ossia quello della difficile reperibilità di alcuni medicinali” si legge nella lettera di Cossolo a Di Giorgio, della quale riferisce il quotidiano della federazione Filodiretto.
“I lavori e le risposte che il Tavolo dalla sua istituzione e nella sua organicità ha fornito a tutta la filiera e indirettamente ai cittadini, rappresentano degli importanti risultati verso la soluzione di un problema particolarmente complesso che deve tener conto anche di una serie di vincoli normativi, ben noti a tutti, che oggettivamente non consentono soluzioni immediate”.
“Proprio perché di tali complessità siamo tutti consapevoli, Federfarma non può che considerare fondamentale e imprescindibile avere a disposizione uno strumento come il TTI” continua Cossolo, riconoscendo che grazie anche all’attenta direzione di Di Giorgio il tavolo “consente a tutta la filiera di confrontarsi periodicamente e trovare gradualmente risposte, come il Documento condiviso sulle carenze, che contribuiscono a riportare il problema entro limiti progressivamente più limitati”.
“Tali giudizi sull’importanza che Federfarma attribuisce al Tavolo trovano poi pieno riscontro in tutte quelle iniziative concrete che Federfarma ha attuato in coerenza con le decisioni assunte in tale sede” si legge ancora nella nota “che riguardano la presentazione di ricorsi e di altri atti e dichiarazioni a sostegno dell’Aifa e del ministero della Salute coinvolti in contenziosi su tale materia, oltre a tutta l’attività politica e sindacale che Federfarma ha dispiegato volta a ostacolare, nei limiti legalmente possibili, l’attività dei farmacisti-grossisti, ponendosi anche in contrasto con parte dei suoi associati”.
Le dichiarazioni provenienti da alcuni esponenti del sindacato sul territorio, dunque, afferma Cossolo concludendo la sua nota, vanno semplicemente considerate come reazioni, anche comprensibili, originate dalla preoccupazione per i “complicati rapporti che si generano tra farmacisti e cittadini”, ma “non solo non modificano minimamente il giudizio sulla validità del Tavolo, ma dovrebbero essere colte da ognuno di noi come uno stimolo a non appagarci degli importanti risultati ottenuti, ma a continuare il nostro impegno”.


