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martedì 17 Febbraio 2026
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USA, prezzo di farmaco generico passa da 652 a 21mila dollari in cinque anni

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Roma, 28 febbraio – Passi che gli USA sono per antonomasia il Paese dove tutto è posibile, ma questa volta la vicenda è tale da risultare paradossale anche per gli standard a stelle e strisce. Un farmaco generico, infatti è arrivato a moltiplicare di una trentina di volte il suo costo in soli cinque anni, passando  in pochi  anni da 652 a 21mila dollari.

A raccontare il fatto, davvero singolare, è un lancio dell’Ansa. Il farmaco in questione, a base di trientine hydrochloride, viene usato per una patologia rara, la malattia di Wilson, ed è già da tempo al centro di molte polemiche.

Come segnala il New York Times, il medicinale è stato messo a punto negli anni ’60 e la sua vicenda ricorda altre simili, come quella di EpiPen, il dispositivo per iniettarsi l’epinefrina in caso di shock anafilattico, il cui prezzo è salito del 400% in pochi anni, e di un altro farmaco per la cura delle infezioni parassitarie, che in una sola notte passò da 13,50 dollari a pillola a 750.
Un’altra azienda aveva annunciato la produzione di una versione generica del trientine hydrochloride, vendendola però alla proibitiva cifra 18.375 dollari per una bottiglia di 100 pillole.
Meno comunque del prezzo offerto da Teva Pharmaceuticals, 28 volte più alto di quello che aveva nel 2010 e ovviamente tale da lasciare scontenti i malati.

Recentemente l’agenzia regolatoria dei farmaci statunitense, la Food and Drug Administration (Fda), aveva pubblicato una lista dei farmaci a brevetto scaduto che non hanno versioni generiche, proprio per stimolare la competizione da parte delle aziende. Il risultato, però, almeno in questo caso, ha scontentato i malati.

“I generici funzionano se ci sono più concorrenti”  commenta l’analista David Maris. “Quando sono pochi e il farmaco serve per pochi pazienti, come nel caso della malattia di Wilson, l’azienda cerca di aumentare i suoi profitti più che può”. Come dire che queste sono le regole del mercato, e nessuno può né vuole farci niente (almeno in America).

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