Roma, 10 aprile – Dal primo aprile 2018 sono aumentati dell’1,7% i costi pagati dalle aziende per ottenere le autorizzazioni all’immissione in commercio di nuovi farmaci in Europa.
Lo comunica l’Agenzia europea dei medicinali, (Ema) in una nota pubblicata sul suo sito ripresa dall’agenzia Ansa, specificando che la novità per ora riguarda solo le richieste di pareri autorizzativi per nuovi farmaci o nuove indicazioni terapeutiche.
“La novità però non inciderà sul prezzo finale dei prodotti, quindi non sarà a carico dei cittadini ma delle imprese” spiega Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria.
Il compito principale dell’Ema è quello di autorizzare e monitorare i medicinali nell’Ue. Le imprese che vogliono commercializzare un nuovo farmaco si rivolgono all’agenzia regolatoria per ottenere un parere, sulla base del quale viene rilasciata la autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione europea.
L’Ema però, per svolgere questo e simili servizi, richiede alle aziende di pagare appositi fee, stabiliti di anno in anno anche sulla base dei tassi Eurostat sull’inflazione. Ed è proprio in ragione di un aumento di quest’ultima che sono state ritoccate verso l’alto le tariffe 2018.


