Roma, 20 giugno – Se tra le mille e più svariate domande che i farmacisti si sentono rivolgere ogni giorno durante il loro servizio in farmacia qualcuno (ed è tutt’altro che escluso) ne avanzasse una sul fondamento scientifico del famoso detto “una mela al giorno leva il medico di torno”, da oggi è possibile rispondere, grazie a una ricerca condotta dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) in collaborazione con il Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia agraria (Crea), pubblicata sulla rivista scientifica Food Research International.
Secondo lo studio, gli effetti salutari delle mele sono dovuti ad alcune molecole anti-infiammatorie, anti-diabete e anti-cancro, i polifenoli, contenuti nella polpa e nella buccia delle mele e che hanno un ruolo decisivo nel microbiota, cioè in tutto quell’insieme di organismi che vivono nell’intestino
Gli studiosi, sintetizza un lancio dell’Ansa, hanno scoperto le trasformazioni dei polifenoli in 110 forme chimiche biodisponibili all’organismo umano evidenziando così il ruolo decisivo della flora intestinale nell’azione benefica di questi composti bioattivi.
La ricerca ha dimostrato che nessuno dei composti fenolici presenti nel succo di mela si ritrova nell’organismo nella sua forma originale (cioè quella presente nella mela), segno di come ci sia una “lavorazione” naturale all’interno del corpo.


