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lunedì 9 Febbraio 2026
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Abruzzo, ci sono voluti due anni ma parte ad agosto l’accordo sulla Dpc

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Roma, 20 luglio – Un risparmio consistente di risorse per le casse regionali e, soprattutto, un accesso ai farmaci sul territorio considerevolmente facilitato, che migliorerà e renderà più efficiente il servizio farmaceutico erogato ai cittadini.

Sono i punti di forza principali dell’accordo sulla Dpc frutto di un accordo tra la Regione e le farmacia di comunità private e pubbliche rappresentate da Federfarma e Assofarm, siglato due anni fa ma poi inciampato in una serie quasi fantozziana di vicissitudini (dagli errori nel  redigere il bando di gara per l’acquisto centralizzato dei farmaci del Pht ai vari tira-e-molla intervenuti nelle scelte di logistica) che soltanto ora ne permettono il varo effettivo.

La distribuzione dei farmaci “in nome e per conto”, che permetterà  di dispensare attraverso la rete delle farmacie territoriali  quei medicinali che finora gli utenti potevano reperire solo nelle farmacie ospedaliere,  partirà infatti dal prossimo 1° agosto.

Lo annuncia un comunicato stampa della stessa Regione, parlando di “una svolta epocale per la nostra Regione, frutto dell’intesa siglata alla fine del 2016 con Federfarma e Assofarm, che nel corso dei mesi successivi è stata perfezionata e integrata”.

Il nuovo sistema è stato presentato ieri a Pescara dall’assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci (nella foto), dal presidente di Federfarma Giancarlo Visini, dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli, dalla dirigente del Servizio farmaceutico della Regione Emanuela Grimaldi e dal direttore della farmacia ospedaliera della Asl di Pescara (azienda sanitaria capofila del progetto) Alberto Costantini.

Con l’entrata in funzione della Dpc, i pazienti in terapia dopo un ricovero ospedaliero, non saranno più costretti a recarsi nelle farmacie dei nosocomi per il ritiro dei medicinali, ma potranno farlo gratuitamente in una delle 469 farmacie territoriali convenzionate, semplicemente esibendo la prescrizione.

Fine, dunque, dei disagi legati agli spostamenti verso le sedi dei presidi, aggravati spesso dalle condizioni di salute dei pazienti stessi, soprattutto per coloro che vivono in aree lontane dai centri urbani. Vantaggi ci saranno anche per le Asl e la Regione, che dall’introduzione del nuovo servizio si attendono una riduzione della spesa farmaceutica pari a circa 2 milioni e 600mila euro l’anno (dato reale, fissato dopo la conclusione della gara unica per le forniture), calcolata sulla riduzione degli sprechi legati alla presenza – fino a oggi – di sistemi non omogenei che non consentivano un monitoraggio puntuale e dettagliato dei farmaci dispensati e delle giacenze di magazzino, ma anche sull’appropriatezza prescrittiva e sull’abbattimento di costi di approvvigionamento e distribuzione, grazie all’applicazione di un innovativo sistema informatico che permette la tracciabilità di tutti i processi.

I medicinali che potranno essere dispensati nelle farmacie territoriali saranno insuline e ipoglicemizzanti per la cura del diabete; antiaggreganti come le eparine e i nuovi anticoagulanti orali: antianemici come le epoetine; farmaci utilizzati per la cura dell’infertilità (femminile e maschile); alcuni ormoni (ipofisari, ipotalamici e paratiroidei) per la cura di diverse patologie; antiandrogeni e analoghi dell’ormone liberatore delle gonadotropine (utilizzati anche per la cura di alcune tipologie di tumore come prostata e mammella, o altre patologie come endometriosi e fibromi uterini); immunostimolanti (per stimolare la produzione di globuli bianchi, cellule deputate alla difesa dell’organismo) e immunosoppressori (farmaci anti-rigetto utilizzati nei pazienti sottoposti a trapianti d’organo, alcuni farmaci utilizzati per la cura dell’artrite reumatoide); farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (antiepilettici, antipscicotici, antiparkinson, antidemenza), e per la cura del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività; alcuni nuovi farmaci per la cura di osteoporosi e Bpco.

Dall’accordo per la distribuzione sono stati invece esclusi i farmaci che appartengono ai gruppi degli emoderivati, antibiotici per uso ospedaliero, nuovi antivirali per il trattamento dell’epatite C, antivirali per il trattamento dell’Hiv, farmaci per la sclerosi multipla e stupefacenti, in ragione di particolari esigenze di sorveglianza e controllo delle prescrizioni. “La Dpc rientra nel progetto regionale sul nuovo governo della spesa farmaceutica”  è il commento dell’assessore Paolucci.  “Finora l’Abruzzo era l’unica Regione a non avere avviato questo servizio, ma abbiamo recuperato questo gap con l’introduzione, e in questo caso siamo tra le primissime realtà in Italia, dei Piani terapeutici on line”.

Uno strumento “che permetterà di raccogliere, in tempo reale, in un archivio elettronico le informazioni contenute in queste particolari prescrizioni” spiega l’assessore “come i dati anagrafici e clinici dei pazienti, diagnosi, tipo di farmaco e durata della terapia.  Ciò consentirà” conclude Paolucci “un monitoraggio costante e continuo dell’appropriatezza prescrittiva riducendo, contemporaneamente, errori di terapia (errori di compilazione o di errata interpretazione della grafia del prescrittore) e spesa per inappropriatezza”.

I contenuti economici dell’accordo sono quelli concordati due anni fa e a suo tempo dettagliati in una circolare inviata a tutte le farmacie abruzzesi  associate inviata da Federfarma Abruzzo e firmata da tutti i presidenti delle Associazioni provinciali (Giancarlo Visini di Chieti, Fabrizio Zenobii di Pescara, Carlo Zuccarini di Teramo e Alfredo Orlandi di L’Aquila). La remunerazione, comprensiva di iva  (se dovuta) e degli oneri di distribuzione, fissata sulla base dei fatturati degli esercizi, prevede 10,25 a confezione per le farmacie urbane e rurali con fatturato inferiore a 258.228 euro che scendono a 8,66 euro a confezione per le farmacie rurali con fatturato compreso tra i 258.228 e 600.000 euro. Per tutte le farmacie urbane con fatturato superiore alla soglia di 258.228, così come per tutte le farmacie rurali con fatturato superiore a 600 mila euro, il fee per confezione sarà di 7,44 euro.

Un elemento nuovo e importante, rispetto all’intesa del 2016, risiede nel computo del fatturato di riferimento ai fini della remunerazione:  la Regione stabilisce che rimangono fuori dal computo ticket, compartecipazione sugli equivalenti e dpc; restano invece dentro convenzionata (al netto di iva e sconti) e assistenza integrativa più protesica.

Poi ci sono le novità in materia di dispensazione: “Per tutte le tipologie di farmaci erogabili in Dpc la prescrizione medica si intende riferita al principio attivo” recita la delibera “e il farmacista che attua la distribuzione per conto è tenuto a dispensare la specialità medicinale aggiudicataria della gara”. Il che significa cha a fronte della prescrizione di un medico contenente un farmaco non compreso nella Dpc, dove è però presente la relativa molecola, la farmacia dovrà sostituire il medicinale prescritto con l’equivalente presente negli elenchi Dpc. Ove il paziente rifiutasse, insistendo per ottenere il farmaco prescritto in regime convenzionato, la farmacia lo dispenserà facendo pagare la differenza. Altro criterio “risparmioso” dell’accordo è quello per il quale quando negli elenchi della Dpc siano presenti più farmaci equivalenti, al paziente dovrà essere dispensato quello con il prezzo più basso. E anche in questo caso, se l’utente insistesse per avere un generico a prezzo più alto, dovrà corrispondere la differenza.

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