Utifar: “Test autodiagnostici in banca? Una forzatura pericolosa per la salute dei cittadini”

Utifar: “Test autodiagnostici in banca? Una forzatura pericolosa per la salute dei cittadini”

Roma, 19 novembre – La notizia non poteva non destare scalpore e reazioni. A lanciarla è stato, nell’immediata vigila dello scorso fine settimana, l’ultimo numero del webmagazine settimanale PharmacyScanner, riferendo dell’iniziativa sperimentale avviata dal gruppo bancario Bnl-Bnp Paribas, che in dieci filiali Bnl allestirà un corner salute (healthy corner) dove i clienti potranno sottoporsi, gratuitamente e in autoanalisi, ad alcune prestazioni di primo livello come misurazione della pressione, esame impedenziometrico ed elettrocardiogramma a distanza (telemedicina). Il tutto in assenza di personale specializzato:  non ci saranno infatti né medici né personale infermieristico, ma soltanto teconologia, ovvero app e dispositivi messi a disposizione dalla startup ligure D-Hearth (che ha sviluppato una tecnologia capace di accoppiare smartphone ed ecg). Il cliente che, oltre a quella del suo conto corrente, vuol dare un’occhiata anche alla sua salute personale sottoponendosi a test autodiagnostici non dovrà fare altro che avviare l’app e seguire le istruzioni, che gli permetteranno di applicare correttamente gli elettrodi per un elettrocardiogramma a distanza o di  indossare bracciale e misuratore della pressione e svolgere così l’esame. Una volta ottenuto il referto, il sistema chiede se si vogliono inviare i risultati al medico curante oppure tenerseli per sé.

Ad esprimere forti perplessità sull’iniziativa  è l’Utifar, in un comunicato stampa diramato nella mattinata di oggi. “Come società scientifica, dobbiamo stigmatizzare questa iniziativa perché lascia il cittadino da solo di fronte a dati di difficile interpretazione che riguardano il più delicato tra gli ambiti individuali: la salute” afferma il presdiente Eugenio Leopardi. “Siamo consapevoli che la tecnologia mette a disposizione servizi di telemedicina di semplice utilizzo e siamo altrettanto consci che l’autoanalisi è, per definizione, un approccio diagnostico che il cittadino può svolgere in autonomia. Tuttavia, la questione delicata, che necessita dell’intermediazione di un operatore sanitario, non è tanto l’esecuzione del test, bensì la corretta comprensione dei risultati. Lasciare i cittadini da soli di fronte a questi dati, all’interno di un istituto bancario, è una forzatura pericolosa, anzitutto in termini sanitari”.
Leopardi ricorda che, proprio in questi giorni, le farmacie italiane stanno offrendo un servizio di misurazione gratuito della glicemia nell’ambito dell’iniziativa DiaDay. Si tratta di una campagna di prevenzione contro il diabete che sta ottenendo grandi risultati e ha già permesso di individuare persone a forte rischio che sono state immediatamente indirizzate dal medico.

Il grande valore aggiunto della farmacia, nell’offerta di questi servizi, è che il cittadino può immediatamente confrontarsi con il farmacista in un ambiente predisposto e appropriato. Il consiglio del farmacista, il suo aiuto nell’interpretare i risultati, le informazioni rispetto ai corretti stili di vita e molto altro ancora rappresentano il vero servizi ciò che i farmacisti, quotidianamente offrono ai cittadini. Senza questo supporto” afferma il presidente di Utifar “i servizi di autodiagnosi non possono essere utili e, anzi, rischiano di essere dannosi”.
Rispetto all’iniziativa di Bnl-Bnp Parisbas, Leopardi evidenzia la forte incongruenza da parte dell’istituto bancario.  “Da un lato, si cerca di tenere il cliente delle banche sempre più lontano dalle filiali, favorendo i servizi di home banking e incentivando le operazioni a casa o al bancomat” osserva il presidente di Utifar. “Dall’altro lato si propongono servizi come questo, non attinenti al ruolo delle banche, per riportare il cliente in filiale. Forse qualcuno dovrebbe fare chiarezza al proprio interno” conclude Leopardi “prima di proporre servizi per nulla attinenti alle proprie funzioni”.

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