Openpolis rilancia la proposta: “Commissioni più trasparenti per migliorare il Parlamento”

Openpolis rilancia la proposta: “Commissioni più trasparenti per migliorare il Parlamento”

Roma, 15 gennaio – In tempi in cui un provvedimento fondamentale come la legge annuale di bilancio viene approvato senza che ad alcun deputato e senatore, tanto della maggiornaza quanto dell’opposzione,  venga in pratica consentito di metterci becco,  parlare del ruolo del Parlamento – che rappresenta la struttura portante dell’architettura istituzionale del nostro Paese, così come disegnata dai Padri costituenti – è una necessità sempre più vitale.

Da qui la decisione di Openpolis,  l’associazione che si  occupa di progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche,  promuovendo la trasparenza e la partecipazione democratica dei cittadini, di rispolverare e riproporre la sua campagna #ParlamentoCasadiVetro,  totalmente incentrata sul funzionamento delle Commissioni parlamentari. A stimolare l’iniziativa di Openpolis è stata una considerazione del presidente della Camera Roberto Fico (nella foto) contenuta in un contributo a sua firma pubblicato lo scorso 2 gennaio al quotidiano Il Sole 24 Ore.

“Credo sia ingenuo vagheggiare una centralità perduta se il Parlamento non è disposto a riflettere su sé stesso, dunque a riformarsi” scriveva Fico. “Perché un’assemblea parlamentare deve anticipare, non rincorrere, i processi economici e sociali. A gennaio proporrò alla Giunta per il Regolamento una serie di possibili interventi di riforma che incidono su organizzazione dei lavori, procedure, qualità legislativa”.

Un invito a nozze, per Openpolis, che ha subito colto al volo l’annunciata voglia di riforma di Fico per  provare a instaurare un dialogo costruttivo non soltanto con lui, ma anche con la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, “al fine di migliorare la qualità del nostro parlamento, e quindi, della nostra democrazia”. 

La campagna #ParlamentoCasadiVetro, presentata nella XVII legislatura, aveva già raccolto molti consensi, soprattutto in relazione all’obiettivo dichiarato di intervenire sulle Commissioni  parlamentari, organi di importanza assoluta nella produzione legislativa del nostro Paese, prive però di livelli di trasparenza sul loro funzionamento adeguati al loro ruolo. A oggi, infatti, non sono disponibili i dati delle presenze ai lavori, i resoconti integrali delle sedute e i tabulati delle votazioni. Al centro della  proposta di Openpolis c’era appunto la necessità di mettere fine a questa situazione e, in effetti, la grande maggiornaza dei deputati sottoscrisse l’iniziativa, permettendo a Openpolis di depositare il 15 gennaio del 2014 un testo di modifica del regolamento.

Nonostante gli ottimi presupposti, l’avvio dell’iter parlamentare della riforma costituzionale Boschi voluta dal governo Renzi paralizzò a lungo, durante la scorsa legislatura, qualsiasi discorso di modifica dei regolamenti parlamentari, lasciando di fatto al palo la campagna Openpolis.

Vista la già ricordata presa di posizione del presidente Fico, l’associazione ha ora deciso di tornare alla carica e  riproporre le sue istanze, forte del convincimento che una riforma dei regolamenti del parlamento non può escludere un miglioramento della trasparenza dei lavori delle Commissioni parlamentari. “Se si considera il parlamento il faro da seguire, bisogna mettere al centro della riforma gli organi in cui avviene la maggior parte del lavoro, contrattazione e dibattito sui provvedimenti che escono da Camera e Senato” scrive  Openpolis. “Nella necessità di migliorare l’accountability delle nostre istituzioni, e per consegnare ai cittadini e alla storia una più piena comprensione di quanto avviene, alcune cose vanno cambiate con urgenza”.

Le richieste fondamentali dell’associazione sono l’introduzione del voto elettronico come prassi per tutte le votazioni nelle Commissioni parlamentari e il resoconto integrale per tutte le loro sedute. In questo modo, osserva Openpolis, “sarebbero finalmente rese pubbliche informazioni basilari come presenze, discussioni e votazioni. Informazioni che adesso sono disponibili solamente in modo sommario e sporadico. Basterebbe questa piccola modifica ai regolamenti parlamentari, praticamente a costo zero, per rendere il cuore del processo legislativo meno opaco”.

La proposta di Openpolis prevede anche modifiche a un altro punto, quello dei cambi di gruppo dei parlamentari, che è stato in passato fonte di infinite polemiche.  Per regolamentare meglio la materia, l’associazione chiede di inserire l’obbligo di corrispondenza fra lista di elezione e primo gruppo di appartenenza, di normare la presenza delle componenti in tutti i gruppi parlamentari (non solo il Misto)  e di individuare regole più stringenti per la creazione di mini gruppi parlamentari.  Tre semplici elementi che, a giudizio di Openpolis,  “possono contribuire a controllare meglio il fenomeno dei cambi di gruppo, quantomeno per aiutare la comprensione dei processi politici e migliorare il rapporto fra elettori ed eletti”.

Qualunque discussione in materia di riforma dei regolamenti parlamentari, a giudizio di Openpolis, deve partire dal fatto che l’Italia è una repubblica parlamentare. “Presentare riforme corpose e complicate rischia di essere, soprattutto nell’attuale clima politico, molto complicato” osserva l’associazione. “Le nostre proposte sono semplici, dal basso impatto normativo, e soprattutto poco costose”.

L’auspicio (che è, a un tempo, anche un invito e un’indicazione)è che il presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati lavorno assieme per riformare i regolamenti, perchè – osserva Openpolis, “non bisogna creare ulteriori differenziazioni di funzionamento”.

“Ricordiamo a questo proposito l’importanza di portare avanti riforme in entrambi i rami, contemporaneamente, proprio evitare ulteriori differenziazioni nel funzionamento di Camera e Senato” conclude Openpolis. “È necessario quindi che qualsiasi tentativo portato avanti dal presidente Fico venga pareggiato dal presidente Casellati. Infine, come già detto, se siamo in un democrazia parlamentare è necessario partire dalle Commissioni per ridare la giusta e dovuta importanza a Camera e Senato”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Facebook
LinkedIn