Marche, passa a regime il CUP in farmacia, ma le farmacie contestano

Marche, passa a regime il CUP in farmacia, ma le farmacie contestano

Roma, 6 marzo – Dalla fase sperimentale, si passa alla messa in regime del sistema di prenotazione delle prestazioni Cup attraverso le farmacie. La Giunta regionale ha approvato le linee di indirizzo che consentiranno di avviare, sul territorio, una rete di farmacie a cui i cittadini potranno rivolgersi per prenotare, annullare e modificare le attività ambulatoriali richieste tramite il Centro unico di prenotazione.

La decisione, infroma una nota della Regione, era già stata assunta con la delibera 640 del 2018 sulle liste di attesa. L’Asur provvederà alla formazione del personale delle farmacie aderenti, ai collegamenti tecnici con il Cup e all’assistenza. Il servizio sarà assicurato durante gli orari di apertura al pubblico. L’obiettivo della Regione è garantire un’opportunità in più di accesso alle prestazioni specialistiche, rispetto alla prenotazione diretta presso le strutture sanitarie o tramite numero telefonico Cup (gratuito 800.098798 o da rete mobile, con costi a carico dell’utente, 0721.1779301). Le farmacie interessate potranno aderire su base volontaria e gratuita.

“Ai cittadini verrà assicurata una modalità di prenotazione facile e immediata, con minori disagi. Grazie alle farmacie aderenti sarà possibile aumentare l’efficienza dei meccanismi di prenotazione, semplificando e razionalizzando il sistema di accesso alle prestazioni sanitarie” commenta il presidente della Giunta regionale  Luca Ceriscioli.“La sanità si avvicina sempre più ai cittadini, utilizzando la capillarità della rete territoriale dei presidi sociosanitari e di servizio alla collettività rappresentata dalle farmacie”.

Tutti contenti, dunque? Non proprio. Non fanno salti di gioia, ad esempio, i rappresentanti delle farmacie, che pure sono i presidi su cui si incardina l’iniziativa e che però sono stati sorprendentemente scavalcati dall’annuncio ufficiale diramato ieri dalla Regione. “Il confronto con gli amministratori della Regione è in corso da tempo, alla ricerca di un accordo sulla nostra partecipazione al servizio Cup” spiegaal nostro giornale  il presidente di Federfarma Marche Pasquale D’Avella (nella foto).”La Regione vorrebbe che fosse a titolo gratuito, ma abbiamo rappresentato, con argomenti più che solidi, che se davvero si vuole strutturare un servizio efficiente, capillare e funzionale ai cittadini marchigiani a assicurato un compenso alle farmacie,  che si debbono attrezzare adeguatamente e debbono investire tempo per le operazioni di prenotazione delle prestazioni e per l’informazione degli assistiti. Ma sul punto la Regione non ha voluto sentire ragioni, almeno fino ad oggi, e il comunicato di ieri, con il suo riferimento alla partecipazione ‘volontaria e gratuita’ delle farmacie, dimostra che non sono disponibile ad ascoltarne neanche in futuro”-

“Con l’annuncio di ieri, la Regione ha scelto la strada della fuga in avanti, sperando forse che le farmacie aderiscano comunque al servizio senza nulla pretendere” continua D’Avella. “Ovviamente, i colleghi che vorranno sono liberi di farlo, ma Federfarma Marche resta convinta che, senza alcuna remunerazione, il servizio non sia sostenibile, anche alla luce della congiuntura negativa attraversata dalle farmacie. E spero che con il loro annuncio forzato gli amministratori della Regione non abbiano inteso precostituirsi un cinico alibi e, a un tempo,  individuare un capro espiatorio al quale – nel caso di un mancato decollo del  servizio Cup – addossare tutte le responsabilità. Se questo fosse il disegno, sappiano che non lo faremo passare: non faremo fatica a spiegare ai cittadini che ogni giorno entrano in farmacia la verità delle cose. Non si può invitare al ristorante qualcuno e poi pretendere che a pagare il conto sia un altro. Può forse rientrare nei costumi non di rado disinvolti dei politici e degli amministratori, non in quelli dei cittadini normali e perbene” conclude D’Avella.”Che non mancheranno di comprendere, nel caso di specie, chi ha torto e chi ha ragione”.

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