Farmaci rubati e rivenduti in Campania, il procuratore: “Svelato un sistema capillare”

Farmaci rubati e rivenduti in Campania, il procuratore: “Svelato un sistema capillare”

Roma, 21 marzo –  È stata un’indagine lunga anni (il primo spunto investigativo è del 2014)  quella condotta dai Nas di Napoli che nei giorni scorsi ha portato agli arresti domiciliari di un farmacista campano, indiziato dei reati di frode, ricettazione e riciclaggio di medicinali provento di furti e rapine, perpetrati in danno di distributori, grossisti e vettori, al quale sono state anche sequestrate  preventivamente somme pari a circa 2.300.000 euro, quale profitto di numerosi reati di natura fiscale (cfr. RIFday del 19 marzo)

Il destinatario dei provvedimenti restrittivi è Antonio Celentano, originario di Boscoreale ma residente a Napoli, proprietario di alcune farmacie in diversi comuni della Regione, già in passato coinvolto in analoghe disavventure, anch’esse inevitabilmente registrate dalle cronache giornalistiche.

“L’indagine – spiega in una nota il procuratore di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico –  ha consentito di svelare un sistema capillare mediante il quale venivano convogliati, principalmente, farmaci ospedalieri e ad alto costo, con grave danno per il Servizio sanitario aazionale e l’imposizione fiscale, connotato, in particolar modo, da operazioni volte alla immissione su mercati esteri di farmaci oggetto di furto”.

L’attività investigativa ha avuto origine dalle verifiche eseguite dalla polizia giudiziaria, a partire dagli inizi del 2014, presso una farmacia di Boscoreale, convenzionata con l’Asl Napoli Sud e un deposito all’ingrosso di specialità medicinali, dove furono rinvenute e sequestrate migliaia di confezioni di farmaci risultate provenienti da alcune rapine effettuate in precedenza a Livorno e Cerignola.

Le indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata hanno permesso di scoprire come venivano reperiti i farmaci rubati e il sistema attraverso il quale venivano messi nuovamente in vendita, evadendo l’Iva e, secondo l’accusa, truffando il sistema sanitario e l’Asl Napoli 3 Sud per milioni di euro.

“Il successivo approfondimento investigativo” si legge ancora nella nota del procuratore Pennasilico “ha disvelato, infine, un illecito sistema di approvvigionamento di farmaci – provenienti dalla commissione di delitti – da parte del farmacista destinatario dalla misura cautelare, nonché l’evasione delle imposte sul valore aggiunto, mediante la falsa rappresentazione di scritture contabili delle società dallo stesso gestite, con la reiterata perpetrazione di truffe a carico dell’Asl mediante l’utilizzo di ricette mediche provento di furto“.

Un quadro indiziario grave e importante, quello a carico del farmacista campano, le cui presunte responsabilità andranno ovviamente dovrà essere vagliato, accertate e giudicate dai magistrati.

 

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