Cini (Asfi): “Pdl Trizzino su paletti al capitale, ora o mai più”

Cini (Asfi): “Pdl Trizzino su paletti al capitale, ora o mai più”

Roma, 5 aprile -È un sentito e appassionato endorsement quello che Maurizio Cini (nella foto),  docente di Tecnica e legislazione all’Università di Bologna e presidente di Asfi, l’Associazione scientifica farmacisti italiani, esprime in un comunicato stampa diffuso ieri a sostengo dell’iniziativa legislativa di Giorgio Trizzino, deputato M5S, firmatario di una proposta di legge alla Camera volta a fissare l’obblico che almeno il 51% delle società di cpitale proprietrie di farmacia sia in capo a farmacisti iscritti all’Albo.

Cini, in buona sostanza, ribadisce la posizione già esplicitata nel dicembre dello scorso anno, quando lo stesso Trizzino presentò un subemendamento alla Legge di bilancio 2019 con gli stessi contenuti, che venne però espunto. In quell’occasione, Cini provò a “tirare la giacca” agli esponenti di governo, con una sorita pubblica nella quale chiedeva loro di scegliere da che parte stare: quella di farmacie e farmacisti o quella del capitale?

Sollecitazione che, mutatis mutandis, il docente bolognese oggi reitera. Affermando che, a suo avviso, la proposta di Trizzino “potrebbe essere accolta all’interno di legge di conversione del decreto Crescita”, Cini osserva infatti che l’iniziativa legislativa del deputato pentastellato potrebbe essere “l’ultima carta disponibile”, in un momento in cui l’acquisizione di farmacie da parte del capitale è ancora agli esordi e c’è dunque ancora spazio per gli interventi della politica, che ancora “potrebbe ordinare il dietro front alla scellerata scelta del governo Renzi diappoggiare la vendita, se non la svendita, delle farmacie al capitale”.   Una volta infatti che le farmacie acquistate fossero centinaia o addirittura migliaia, argomenta il presidente Asfi, “il peso economico dell’affaire sarebbe un ostacolo difficilmente affrontabile”.

“Proseguendo sulla propria linea, Asfi intende appoggiare senza esitazione e senza alcun condizionamento politico la propospta di Trizzino, alla quale sembra siano favorevoli anche la Lega e alcuni partiti di opposizione” scrive Cini. “Credo quindi che le farmacie indipendenti, per ora, debbano fare sentire la propria voce soprattutto nei piccoli centri, dove le farmacie rurali sarebbero prima o poi costrette a chiudere o ad affrontare momenti molto difficili”.

Un invito che Cini avanza pur nella consapevolezza che quella dei farmacisti è una categoria “schiva a manifestazioni di protesta”. Il comunicato, spiega il professore bolognese, vuole appunto essere “un monito a tutte le farmacie indipendenti, o che hanno intenzione di rimanere tali, a sostenere qualsiasi iniativa tesa a favorire l’approvazione di una legge che contenga il principio che ha voluto portare all’attenzione l’on. Trizzino con lodevole caparbietà”.

“Le eventuali iniziative dei maggiori rappresentanti della professione non sono note” conclude Cini. “Ma, ricordiamolo, la politica deve ascoltare soprattutto la base, se è veramente vicina al cittadino e all’imprenditore”.

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