Influenza e cold diseases, spesi nel 2018 1,2 mld di euro in farmaci senza ricetta

Influenza e cold diseases, spesi nel 2018 1,2 mld di euro in farmaci senza ricetta

Roma, 11 aprile – Influenza, sindrome parainfluenzali e cold diseases vari, con l’ampio corollario di sintomi connessi (febbre, mal di gola, tosse ecc,) sono nel 2018 sono costati agli italiani  qualcosa come un miliardo e 187 milioni in farmaci non prescrivibili, 570 milioni dei quali sono stati tirati fuori dai nostri portafogli tra novembre 2018  fine febbraio 2019, con un leggero calo ( – 0,2%) rispetto allo scorso anno, quando la stagione influenzale è stata più virulenta.

Sono i dati forniti da Iqvia, provider globale di informazioni in ambito sanitario, tecnologie innovative, consulenza e servizi di ricerca clinica. Il canale largamente privilegiato per l’acquisto dii questi farmaci restano le farmacie, dove passa il 90% circa del mercato (1,069  mld), mentre i resto è appannaggio di farmacie e corner della GDO.

L’aumento più significativo è stato registrato dalle vendite di farmaci contro la tosse (322 milioni di euro, con un incremento del 5,2% rispetto allanno precedente).  In particolare sono stati spesi 150 milioni di euro (+7,8%) per i sedativi per la tosse, mentre gli espettoranti hanno raggiunto 172 milioni di euro (+4%). Il dominatore dei farmaci contro influenza e malattie da raffreddamento resta comunque la Tachipirina, antipiretico-analgesico a base di paracetamolo.

In controtendenza rispetto al leggero calo complessivo del mercato anche  i prodotti per il mal di gola (+3,6%), le soluzioni saline nasali (+3,2%) e i prodotti anti-allergici da banco (+10,6%).

Mediamente – secondo l’analisi di Iqvia – le sindromi influenzali in Italia colpiscono ogni anno il 9% della popolazione, con un minimo del 4%, osservato nella stagione 2005-2006 e il massimo registrato nella stagione 2017-2018 (15%). Il periodo influenzale 2018-2019, ancora parzialmente in corso, è stato caratterizzato da un periodo iniziale di bassa incidenza fino alla fine di dicembre 2018 e una decisa progressione cominciata all’inizio del 2019. Secondo i dati del Sistema nazionale di sorveglianza InfluNet, coordinato dall’Istituto superiore di sanità, il picco epidemico è stato raggiunto tra la fine del mese di gennaio e l’inizio di febbraio e il contagio ha interessato soprattutto le età pediatriche prescolari e scolari e gli over 50.

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