Genova, deserta l’asta per le farmacie comunali, opposizione sugli scudi

Genova, deserta l’asta per le farmacie comunali, opposizione sugli scudi

Roma, 23 aprile – Un fiore all’occhiello con bilanci in attivo, personale con un bassissimo indice di assenteismo e orari di apertura molto estesi. Questo il “ritratto” che il consigliere comunale di minoranza Gianni Crivello, già candidato sindaco di Genova per il Centrosinistra, traccia delle otto farmacie comunali di Genova,  continuando a chiedere conto e ragione delle ragioni (per lui incomprensibili) alla base della decisione della giunta comunale  guidata dal sindaco Marco Bucci di metterle in vendita. Una  scelta, peraltro,  che si è già scontrata con difficoltà forse inattese: la gara indetta da Palazzo Tursi per l’alienazione delle otto farmacie, infatti, è andata deserta.

Esito che, inevitabilmente, ha ridato voce alle opposizioni. Sempre Civello – che insiste nel definire del tutto sbagliata la decisione di vendere le farmacie di proprietà del Comune – ricorda che sulla questione è stato aperto un fascicolo in Procura e – visto l’insuccesso registrato dal bando di vendita – chiede alla Giunta di tornare sui suoi passi e rivedere la sua decisione, rinunciando a vendere gli esercizi.

Una posizione ribadita dal consigliere del Pd  Alberto Pandolfo, secondo il quale bisogna  anche capire, alla luce del flop del bando, quale sarà ora la linea dell’amministrazione. Il timore di Pandolfo è che, visto l’insuccesso della gara, possa prevalere la tentazione di “svendere”  le farmacie, evenienza che  esporrebbe a molti rischi  il futuro del servizio e dei lavoratori. Il consigliere dem, al riguardo, ha chiesto che la decisione di vendere venga congelata e la questione sia di nuovo affrontata in Commissione.

Ai due esponenti dell’opposizione ha replicato a stretto giro l’assessore all’Ambiente Matteo Campora: “Il bando di gara che è andato deserto non prevede la possibilità di procedere con la trattativa privata, e ha già tutta una serie di tutele per i dipendenti” spiega alla stampa l’assessore. “Non possiamo rifare il bando, poiché in questo caso si dovrebbe ricominciare tutto il percorso nelle commissioni e in consiglio comunale. Quindi, visto che è andato deserto, possiamo solo ripubblicarlo. Ribadisco che l’Amministrazione riconosce il valore della professionalità dei dipendenti delle Farmacie comunali”.

Argomentazioni che, però, non hanno convinto i consiglieri del Pd, che hanno controreplicato con un comunicato: “La proposta di Tursi era vendere in blocco le otto farmacie a 10 milioni e 243 mila euro” scrivono i consiglieri dem. “Ma se il primo tentativo si è rivelato una fumata nera, fa specie che la Giunta, rispondendo a un’interrogazione del Pd e della Lista Crivello, abbia annunciato di voler presentare un secondo bando identico a quello appena concluso”.

Una decisione, quella di insistere nella decisione di vendere, e con l0 stesso bando, che preoccupa sindacati e lavoratori, anche per la crescente situazione di incertezza. Il principale timore (alla luce dell’insuccesso della prima gara)  è che, pur di alienare le farmacie, il Comune finisca per assumere decisioni che producano “un deprezzamento delle farmacie comunali e a un peggioramento delle garanzie per i lavoratori”

 

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