Bilancio Enpaf 2018 con utile di 110 mln,  sì unanime del Consiglio nazionale

Bilancio Enpaf 2018 con utile di 110 mln, sì unanime del Consiglio nazionale

Roma, 2 maggio – Come anticipato due giorni fa dal nostro giornale, il Consiglio nazionale dell’Enpaf ha approvato il bilancio 2018 della Fondazione previdenziale, chiuso con un utile di 109,9 milioni di euro, mentre il patrimonio supera i 2,5 miliardi di euro. La riserva legale – che per legge deve assicurare il pagamento delle pensioni per almeno cinque anni in assenza di contributi – si attesta a 16,3 annualità, garantendo una sostenibilità decisamente superiore ai limiti imposti dalle leggi vigenti. I ricavi per contributi raggiungono i 266 milioni di euro (263 milioni nel 2017), mentre il costo delle pensioni passa da 150 a 152 milioni di euro.

Risultati che attestano un’efficace e rigorosa amministrazione della cassa previdenziale di categoria, comprovata dal rafforzamento del saldo previdenziale (pari a 113,7 milioni di euro), e che confermano il percorso di crescita verso quegli obiettivi di efficienza e solidità della gestione, a favore di tutti gli iscritti,  stella polare dell’azione del Consiglio di amministrazione. Ma risultati, anche, che l’assemblea dei presidenti  degli Ordini provinciali ha mostrato di valutare e accogliere con comprensibile apprezzamento,

Nella sua relazione introduttiva, il presidente dell’Enpaf Emilio Croce ha anche voluto ricordare le misure importanti che l’Ente è riuscito a varare nel settore del welfare, assicurando a tutti gli iscritti  (pensionati inclusi) l’assistenza sanitaria integrativa per i grandi interventi e la Long term care. Tra gli interventi più recenti, Croce ha richiamato la possibilità di riduzione del contributo per i farmacisti pensionati che ancora esercitano l’attività, e il contributo che punta a favorire la creazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato per i farmacisti collaboratori.

Il presidente dell’Enpaf, però, ha anche evidenziato la persistenza di elementi di criticità (su tutti, le problematiche occupazionali della categoria: “Senza lavoro, non c’è previdenza” ha ricordato ancora una volta Croce, ponendo l’accento sulla necessità di un impegno congiunto di tutte le istituzioni professionali in questa direzione), assicurando che la cassa previdenziale proseguirà sulla falsariga del rigore e dell’oculatezza  nella gestione  che rappresentano da anni la sua cifra distintiva, restando aperta, come sempre, al confronto con le sigle di categoria  per cercare ogni spazio praticabile per un sostenibile miglioramento delle prestazioni previdenziali, contribuendo per la sua parte alla  soluzione dei problemi  (non pochi né semplici) che la professione è ormai da qualche anno chiamata ad affrontare.

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